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10月26日

Times: “La Levi Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani”

Grillo “crociato”, Prodi “arzillo sessantottenne”: in Italia governano “nonni”

Paola Monti - Pubblicata il 25/10/2007

“Assalto geriatrico ai bloggers italiani”: questo il titolo di un articolo del Times che commenta la Levi Prodi, ovvero la proposta di legge che, puntando a regolamentare in modo più severo l’editoria, ha finito per mettere in allarme ed in rivolta il mondo della rete.

Sì, perché, se la Levi Prodi diventerà legge, chiunque voglia aprire un blog o un proprio sito internet dovrà obbligatoriamente iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) e sottostare al controllo, alla burocrazia, alle sanzioni e alle tasse, perchè saranno considerate attività editoriali anche quelle esercitate senza scopo di lucro, come i blog. E’ per questo che anche uno dei quotidiani più famosi al mondo ha deciso di occuparsi dell’argomento e dall’articolo di ieri l’Italia non esce bene: “Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano – si legge – Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano”. E così il Times continua, dipingendo Prodi come un “arzillo sessantottenne” che ha battuto un Berlusconi settantunenne alle ultime elezioni, mentre a Napolitano (82 anni) ne aveva già 20 quando i tedeschi si sono arresi alla fine della seconda guerra mondiale.
Secondo il Times, il governo italiano “non sembra capace di adattarsi al mondo moderno” e la spiegazione è semplice: “Anche il vostro Paese funzionerebbe in questo modo se i vostri nonni fossero in carica”, sostiene l’articolo. Questa l’introduzione che il Times ci ha riservato, passando poi ad affrontare il tema centrale: la Levi Prodi è descritta come una legge che ha come bersaglio “la vita moderna”, una legge incredibilmente generica che obbliga tutti i bloggers e gli utenti della rete a registrarsi con lo Stato: “Anche un innocuo blog della squadra del cuore o quello di un adolescente che discute dell’iniquità della vita – spiega il quotidiano – saranno soggetti alla vigilanza del governo e alla tassazione (pur non trattandosi di siti commerciali)”. “L’intento della proposta di legge, come è stato scritto quando è passata al vaglio del Consiglio dei Ministri, sarebbe quello di mettere il bavaglio ai bloggers, che ormai rappresentano un vero guaio per quelli che sono al potere”, continua l’articolo.
I blogger, secondo il Times, sono guidati dal “crociato (che alcuni definiscono populista)” Beppe Grillo, “un comico diventato attivista diventato blogger”: secondo il quotidiano, infatti, Grillo è uno di quelli che sanno interpretare e commentare in modo più corretto le vicende italiane sia fuori che dentro al Paese e si batte per un governo più trasparente. L’articolo del Times si conclude con un appello rivolto a Levi e a Gentiloni: “E così mi appello – scrive il giornalista Bernhard Warner - al ministro italiano delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ex giornalista, e Ricardo Franco Levi, il deputato che ha concepito questo sbagliato testo di legge. La soluzione migliore per questo Paese è davvero mettere i giovani in silenzio?”.

Comunque attualmente Levi ha  modificato l'articolo 7 della legge con un comma aggiuntivo invece di cancellare l'articolo. Ecco il comma:
"Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".

10月24日

Comunicato stampa GSE

FONTI RINNOVABILI, IMPORTANTI PER PIU’ DELLA META’ DEGLI ITALIANI 

Le donne, gli adulti e i laureati coloro che maggiormente adottano misure di risparmio energetico

Sei italiani su dieci utilizzano elettrodomestici a basso consumo Il solare termico la fonte rinnovabile più conosciuta

 

Gli alti costi l’ostacolo maggiore all’investimento

 Il Gestore dei Servizi Elettrici ha presentato questa mattina, alla presenza del presidente Carlo Andrea Bollino e dell’amministratore delegato Nando Pasquali, uno studio condotto in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori (Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori/Movimento Difesa del Cittadino, Federconsumatori) sui comportamenti degli italiani nei confronti delle fonti rinnovabili. Coordinatore delle ricerche, Sandro Notargiovanni.

Di seguito la sintesi dei lavori dei diversi organismi.
Ires: Sviluppo delle fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico: atteggiamenti e comportamenti delle famiglie italiane - Serena Rugiero
Sul fronte dell’
atteggiamento verso le problematiche energetiche in Italia, emerge come i consumatori si pongano in modo favorevole rispetto all’aumento dell’efficienza e alla riduzione dei consumi. Più della metà degli intervistati dichiara di attribuire molta importanza alla questione dell’energia mentre solo il 12% si dichiara disinteressato. Inoltre, il 41% degli intervistati ritiene che sia molto importante ridurre i consumi energetici. Più di tre intervistati su quattro dichiarano di adottare misure di risparmio energetico, con una diffusione maggiore dei comportamenti di risparmio fra le donne, le persone adulte (35-54 anni), coloro che dispongono di un più elevato titolo di studio (l’81% dei laureati e il 77% dei diplomati) e di un maggior reddito disponibile. Quali sono i comportamenti di risparmio più diffusi? Sicuramente quelli più facilmente applicabili in un contesto casalingo e secondo il buon senso: più del 70% degli intervistati pone attenzione a spegnere le luci durante le assenze e usa
lampade a basso consumo. Sei intervistati su dieci utilizzano elettrodomestici a basso consumo, solo nelle fasce orarie serali e quando serve. Considerando
le azioni di politica energetica indicate come priorità nazionale dai consumatori italiani si nota come coloro i quali adottano comportamenti per ridurre il consumo d’energia individuano principalmente obiettivi di lungo periodo e di interesse
collettivo, quali la riduzione della dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas (otto su dieci intervistati), la riduzione del consumo di energia (79%) e il contenimento del riscaldamento globale (76%). Per quanto riguarda il
livello informativo, i consumatori si dimostrano abbastanza informati sulla tematica energetica. Più di 8 intervistati su 10 hanno sentito parlare, fra le fonti rinnovabili, dell’energia solare termica, di quella eolica e dell’idroelettrica. La percentuale scende sotto il 70% per il solare fotovoltaico, i biocarburanti e il geotermico. Relativamente alla disponibilità all’investimento nelle fonti alternative, i consumatori manifestano un differente apprezzamento rispetto alle varie fonti energetiche: più dell’80% si dichiara favorevole alle energie rinnovabili quali il solare, l’eolico e l’idroelettrico. La percentuale scende al 30% per le fonti tradizionali quali petrolio, nucleare e carbone.
Infine, quali sono i principali ostacoli all’investimento nelle fonti rinnovabili? I consumatori si esprimono chiaramente affermando affermando che il costo eccessivo rappresenta il principale disincentivo a investire (per quasi il 60% degli intervistati), seguito da una insufficiente informazione tecnica sull’effettiva efficacia energetica (il 25%), ma anche da un’eccessiva complessità burocratica per ottenere incentivi.
Cittadinanzattiva: Studio di casi sul risparmio energetico negli ospedali – Raffaele Mariano
 la prima indagine sulla produzione e sui consumi di energia da fonti rinnovabili nelle strutture sanitarie italiane condotta da un’organizzazione di cittadini. Ha avuto come oggetto la rilevazione di impianti e/o apparecchiature adibite alla produzione di energia pulita presenti e attivi nelle strutture sanitarie come ospedali, Asl, ambulatori, ecc. La rilevazione, a carattere sperimentale, si è rivolta a un numero ristrettissimo di strutture ospedaliere diverse per ubicazione geografica, dimensioni e tipo di strutture.
Le realtà indagate sono state: l’Ospedale San Raffaele di Milano, l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna e il complesso ospedaliero della ASL di Foggia.
Dall’indagine è apparso evidente che l’implementazione di strumenti efficienti ed efficaci di risparmio energetico nelle strutture ospedaliere, è subordinata alla capacità delle amministrazioni sanitarie di farsi carico autonomamente, soprattutto economicamente, del problema. Si assiste così a esperienze assolutamente positive e ormai consolidate come quella del San Raffaele di Milano così come a esperienze ancora acerbe come quella rappresentate dalla realtà pugliese. Queste divergenze sono riconducibili alla scarsa attenzione e tempestività con la quale le Regioni hanno affrontato il problema dal punto di vista legislativo. L’architettura bioclimatica, l’uso più razionale dell’energia, un maggior rispetto dell’impatto ambientale, una gestione più efficiente ed efficace si risolvono in un maggiore comfort del malato e pertanto in una migliore qualità del servizio. Dall’indagine appare comunque lontano l’obiettivo di rendere partecipi gli individui, attraverso l’adozione di comportamenti responsabili e consapevoli, a un processo di cambiamento radicale su uso e consumo dell’energia.
Movimento Consumatori/Movimento difesa del cittadino: A scuola di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili – Ovidio Marzaioli
L’indagine è stata svolta negli ultimi mesi dello scorso anno scolastico. Ilcampione è  composto da 137 Responsabili di Istituti di scuole secondarie di primo grado, e prevalentemente si è svolta su piccoli o piccolissimi comuni d’Italia. L’analisi dei comportamenti in materia di consumo energetico sostenibile effettuata sul campione conduce a una serie di importanti considerazioni finali. I risultati del sondaggio offrono un’ idea esaustiva del rapporto che il sistema scolastico italiano ha con il risparmio energetico.
Emerge una forte tendenza che porta i collaboratori scolastici ad attuare in prima persona una pratica di autocontrollo dei consumi, prima regola del risparmio energetico, adottata quindi a prescindere da circolari di direzione che risultano invece di scarsa presenza. Da un incrocio dei dati, la figura dell’addetto è più frequente nelle scuole con un numero minore di studenti, quindi più piccole. Inoltre, tra gli interventi più attuati da almeno cinque anni si colloca la raccolta differenziata (82,1%). Seguono la manutenzione dell’illuminazione, l’applicazione di valvole termostatiche, l’uso di lampadine a basso consumo, e l’isolamento dei cassonetti. Gli intervistati però denunciano una mancanza di interventi strutturali più significativi come l’installazione di un impianto fotovoltaico (6,7%), di riduttori di flusso dei rubinetti dell’acqua (3%) e l’isolamento delle nicchie dei radiatori (1,5%). Assente quindi un supporto economico interno ed esterno rivolto agli interventi. Solo in rari casi gli intervistati precisano che gli interventi strutturali sono a carico del comune. importante valutare l’educazione energetica e il grado di formazione nella scuola diretta ai cittadini di domani. Nel 91,2% degli istituti intervistati esistono progetti di educazione ambientale. Nel 3, 6% dei casi tali programmi esistono ma non vengono applicati. Nella maggior parte dei casi i programmi di formazione sono destinati ai bambini e solo in10 casi (17,5%) la formazione riguarda anche gli adulti.
Federconsumatori: Spendere meno per vivere meglio – Giuseppe Colella
Federconsumatori ha realizzato una campagna con semplici e concreti consigli per risparmiare energia elettrica. La campagna prevede l’attivazione di un box nella
home page del sito Federconsumatori, la diffusione in italia di una brochure per suscitare interesse e curiosità sull’argomento, la dotazione presso i 602 sportelli Federconsumatori di un manuale per interagire e assistere le famiglie.
Alla presentazione è seguita una tavola rotonda coordinata da Diego Gavagnin, direttore editoriale di Quotidiano Energia, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, Luciano Barra, Direzione Energia Mse, Gianni Silvestrini, direttore Kyoto Club, il senatore Guido Possa, Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, Giambattista Zorzoli, vice presidente Ises, Agostino Megale, presidente Ires, Edoardo Zanchini, segretario Legambiente, Giustino Trincia, vicesegretario Cittadinanzattiva, Antonio Longo, presidente Movimento Difesa del Cittadino, Carlo Manna, Responsabile
 
 
Ufficio Studi Enea.

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10月22日

ecco come vorrebbero tappare la bocca a Internet

 
ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.

Scritte così, le nuove regole sembrano investire l'intero pianeta Internet, anche i siti più piccoli e soprattutto i blog. E' così, dunque? Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".

Un esempio concreto, però: il blog di Beppe Grillo verrà toccato dalle nuove norme? Anche Grillo dovrà finire nel registro ROC? "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".

Insomma: se una stretta ci sarà, questa si materializzerà solo tra molti mesi, dopo il passaggio parlamentare e dopo il varo del regolamento dell'Autorità. Ma nell'attesa vale la pena di preoccuparsi. Perché l'iscrizione al ROC - almeno nella formulazione attuale - non implica solo carte da bollo e burocrazia. Rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito.

Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".

Anche Internet, quindi, entrerebbe a pieno titolo nell'orbita delle norme penali sulla stampa. Ne può conseguire che ogni sito, se tenuto all'iscrizione al ROC, debba anche dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.

(19 ottobre 2007)
 
Link per la petizione:
 

Notizia del 28 febbraio 2006 - 14:49

 
L'auto ad aria è... volata via

Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?
Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.
Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.
Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.
Qualcuno l'ha mai vista in Tv?
Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.
Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.
Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita.
Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola, hanno usato Internet per far circolare informazioni.
Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.
Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno.
Oggi si parla, forse della prima metà del 2006...
Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.
La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio, che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo....
10月17日

IL BAMBOCCIONE - 1 DICEMBRE B - DAY

"Gentile Ministro Padoa Schioppa,
Sono un ragazzo di 30 anni. Lavoro come operaio e vivo in periferia di una grande città e, ahimè, vivo ancora a casa dei miei. L’altro giorno ho sentito le sue parole in tv, e mi sono immediatamente identificato in coloro che lei definisce “bamboccioni”, quei trentenni che lei vorrebbe “mandar fuori da casa”. Mi son detto: “Grande Ministro, Lei ha ragione”. Così mi sono così rivolto alla mia Banca per poter ottenere un mutuo.“Grande Ministro, avrò finalmente una casetta tutta mia”, ho pensato!
Guadagno 1.140 € al mese + 13esima e 14esima, le quali spalmate in 12 mesi mi garantiscono un reddito mensile di 1.330 €
Visto che la rata mutuo non può superare 1/3 dello stipendio, mi posso permettere una rata di 443 € al mese.
Con questa rata mi viene concesso un mutuo di € 85.850 Euro in 30 anni (se aspettavo un altro po’, vista l’età, non me lo concedevano un mutuo trentennale… Grande Ministro, grazie per avermi fatto fretta!)
Con il mio bel preventivo in tasca, ho deciso di rivolgermi immediatamente ad uno studio notarile, per farmi preventivare le spese che dovrò sostenere per acquistare una casa.
Dagli 85.000 € dovrò infatti togliere:
- 4.000 € circa di tasse in fase d’acquisto. "Solo” 4.000 € visto che è la mia Prima Casa! (Grande Ministro, grazie)
- 3.300 € circa di Notaio per l’acquisto
- 2.500 € circa di Notaio per il mutuo
- 3.000 € circa di allacciamenti alle utenze acqua, gas, enel
Per un totale di 12.800 € circa.
Beh… ho ancora a disposizione ben 73.050 € per la mia casetta!
La dovrò arredare, ovviamente, mica posso dormire per terra....Mi sono rivolto così ad un mobilificio come ce ne sono tanti, per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 4 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini… il minimo indispensabile. Mi conosco, mi saprò adattare.
7.500 € circa se i mobili me li monto io! Beh… pensavo peggio!
Ho ancora a disposizione ben 65.550 € per la mia casettina, sono sempre 130erottimilioni di una volta! (Grande Ministro, grazie!).
Entro gasatissimo in un’agenzia immobiliare, è arrivato il momento…
Con 65.550 € mi dicono che posso acquistare:
- 2 garage di 28 mq. al livello - 2 di un condominio di 16 piani
- 2 ampi locali (non comunicanti tra di loro) di mq. 21 ciascuno, nel seminterrato del condominio adiacente
Per l’abitazione più piccola ed economica - un bilocale trentennale di 55 mq. al 1° piano di uno stabile a 18/20 km dalla città - dovrei spendere 110.000 € !
Me ne torno a casa Ministro, a casa dei miei, ovviamente!
Ho fatto quattro conti: per potermi permettere quel bilocale, dovrei:
- o indebitarmi per altri 53 anni, quindi l’ultima rata la verserò finalmente a 83 anni (ammesso che ci arrivi)!
- oppure dovrei guadagnare 2.000 € al mese!
Grande Ministro, grazie!" Un bamboccione
10月15日

da Report!

IL BANCO VINCE SEMPRE

di Stefania Rimini
In onda domenica 14 ottobre 2007 alle 21.30

Gli Enti pubblici hanno sempre bisogno di soldi e li trovano facendo mutui e obbligazioni. Poi si fanno sistemare i debiti dalle banche che si inventano operazioni di finanza strutturata. E così si spostano i debiti in là nel tempo e il pacco se lo ritroveranno le giunte future. Questi scherzetti poi costano cari: le banche hanno un debole per le Regioni, le Province e i Comuni, perché di solito non capiscono i rischi che corrono e non si accorgono dei costi impliciti nelle operazioni “swap”. Gli “swap” fanno parte della famiglia dei derivati (la stessa dei derivati emessi sui mutui subprime che hanno messo in crisi le borse di mezzo mondo) e si chiamano così perché derivano il loro valore da variabili esterne.

Sono strumenti complessi e rischiosi, dove chi ne sa di più lucra profitti abnormi, e chi ne sa di meno perde tutto. Pare che in Italia non si possa vivere senza i derivati perché non hanno lasciato fuori nessuno, dalla grande Regione al piccolo Comune di montagna, dalla lavanderia, al policlinico, all’istituto delle suore. Sono almeno 30 mila le imprese private coinvolte, e 900 gli enti pubblici che ci stanno rimettendo centinaia di milioni. Siccome però nel caso degli enti pubblici passano per perdite potenziali, non vengono scritte da nessuna parte, e rimangono debiti fantasma. Per esempio all’azienda dell’Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, le banche hanno fatto assumere un rischio così elevato che i cittadini pugliesi rischiano un domani di restare senza i soldi per riparare le tubature.

10月10日

La cambusa

Oggi è una giornata di quelle speciali speciali...........in tutte le librerie italiane esce il romanzo "La Cambusa- Storie d'amore e di altre malattie" Rizzoli Editore collana 24-7. Per info www.lacambusa.net
A scriverlo una coppia d'autori pugliesi belli e bravi.....talmente belli e bravi che uno me lo sposo il prossimo anno.
Stanotte però ho fatto un incubo brutto brutto.
Andavo all'aeroporto a prendere Tommy e Fabio in ritorno da Milano.
L'aeroporto era simile ad un cantiere pericolante
Ad un certo punto io e Fabio ci troviamo su un dirupo non molto alto e Tommy(il mio uomo) giù e per non so quale motivo prende un tronco enorme sotto il braccio che gli fa perdere l'equilibrio e lo fa cascare di testa in un piccolo specchio d'acqua putrida.
Rapidamente viene inghiottito e si vedono delle bolle d'acqua salir su..io sento fabio che dice "no mio fratello" ed io con un salto mi precipito giù per salvarlo ma chiaramente mi sveglio terrorizzata e non so come va a finire.................c'è qualcuno che sa interpretare i sogni?
Dopo però andate in libreria ad acquistare il libro mi raccomando!
10月3日

Fantadeejay

Squadra per domenica...si accettano consigli!

TITOLARI

GIOCATORE SQUADRA RUOLO MV FM MVUG FMUG CONTRO
BUFFON Gianluigi JUV P 6.542 5.542 6.250 6.250 fiorentina
NESTA Alessandro MIL D 6.458 6.958 6.000 6.000 lazio
PORTANOVA Daniele SIE D 6.000 6.000 6.000 6.000 EMPOLI
VARGAS Juan CAT D 5.958 5.958 6.250 6.250 LIVORNO
FOGGIA Pasquale CAG C 6.700 8.600 6.000 8.000 genoa
SEEDORF Clarence MIL C 5.917 6.833 5.000 5.000 lazio
VANNUCCHI Ighli EMP C 6.167 6.583 6.750 8.750 siena
ZANETTI Javier INT C 6.250 6.250 6.750 6.750 NAPOLI
SPINESI Gionatha CAT A 5.583 5.500 6.500 6.500 LIVORNO
TOTTI Francesco ROM A 6.550 8.950 5.250 5.250 parma
TREZEGUET David JUV A 6.542 9.958 7.000 9.500 fiorentina

PANCHINA

GIOCATORE SQUADRA RUOLO MV FM MVUG FMUG CONTRO
BALLOTTA Marco LAZ P 5.750 4.750 - - MILAN
DOSSENA Andrea UDI D 5.833 5.833 6.250 6.250 atalanta
BELLERI Manuel ATA D 5.667 5.667 5.500 5.500 UDINESE
CRISCITO Domenico JUV D 5.500 5.400 - - fiorentina
INLER Gokhan UDI C 6.125 6.042 6.250 6.250 atalanta
MILANETTO Omar GEN C 5.600 4.900 6.000 6.000 CAGLIARI
RECOBA Alvaro TOR A 6.350 6.950 6.750 6.750 SAMPDORIA
10月2日

Myanmar: appello per cessare la repressione

AU 250/07
Data di pubblicazione dell'appello: 27.09.2007
Status dell'appello: attivo


La sera del 25 settembre circa 300 persone sono state arrestate durante le proteste contro la giunta militare del Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo (Spdc), nell’ex capitale Yangon, nella seconda città più grande, Mandalay, così come a Meiktila, a Pakokku e a Mogok. Amnesty International ha appreso che diverse persone sono entrate in clandestinità per evitare l’arresto.

Alcuni arresti erano già avvenuti la sera del 24 settembre, ma la maggior parte ha avuto luogo nelle successive 36 ore, con l’intensificarsi del giro di vite da parte delle forze di sicurezza. Tra le persone arrestate vi sono tra i 50 e i 100 monaci di Yangon, il parlamentare Paik Ko e almeno un altro esponente del principale partito d’opposizione, la Lega nazionale per la democrazia (Nld) guidata da Aung San Suu Kyi, diversi altri membri dell’Nld e altre figure pubbliche, tra cui il famoso attore e prigioniero di coscienza Zargana (conosciuto anche come Ko Thura). Amnesty International crede che questi e altri detenuti si trovino a rischio di tortura o altri maltrattamenti.
Fonti governative hanno confermato ai giornalisti che almeno tre monaci sono stati uccisi a Yangon: uno da un colpo d’arma da fuoco e gli altri due a seguito di un pestaggio. Fonti non ufficiali hanno fatto sapere ad Amnesty International che oltre 50 monaci sono rimasti feriti.
Nonostante l’alta tensione, migliaia di persone continuano a manifestare nelle strade contro il governo, guidate dai monaci, i quali hanno però voluto proteggere la popolazione chiedendo di non prendere parte alle dimostrazioni.
Sembra che le forze di sicurezza abbiano percosso i manifestanti con manganelli, utilizzato gas lacrimogeni per disperdere la folla che sfidava il recente divieto di raduno di più di 5 persone e sparato colpi di avvertimento in aria.
Le proteste pacifiche hanno avuto inizio ad agosto, in risposta al brusco aumento del prezzo dei carburanti. I monaci buddisti, che hanno preso la guida delle proteste dopo che alcuni di loro erano stati feriti nella città di Pakokku, chiedono la riduzione del prezzo dei generi di prima necessità, il rilascio dei prigionieri politici e un processo di riconciliazione nazionale per risolvere le profonde divisioni politiche interne.
La mattina del 25 settembre, le autorità hanno iniziato il giro di vite sui manifestanti, introducendo un coprifuoco di 60 giorni dalle 21 della sera alle 5 del mattino e avvisando la popolazione che sarebbero stati adottati provvedimenti di legge contro i dimostranti.
Le violazioni dei diritti umani a Myanmar sono diffuse e sistematiche. Tra queste vi è l’utilizzo di bambini soldato e il ricorso ai lavori forzati. Inoltre, sono in vigore leggi che criminalizzano l’espressione pacifica del dissenso politico.
Alla fine del 2006, la maggior parte degli esponenti di primo piano dell’opposizione era agli arresti o sottoposta a forme di detenzione amministrativa e 1160 prigionieri politici erano detenuti in condizioni via via più dure. Gli arresti avvengono spesso senza mandato e i detenuti sono costretti a trascorrere lunghi periodi d’isolamento; la tortura è praticata regolarmente nel corso degli interrogatori; i processi nei confronti degli oppositori politici seguono procedure non in linea col diritto internazionale e agli imputati viene frequentemente negato il diritto a scegliere un avvocato, se non addirittura ad averne uno. La pubblica accusa fa ricorso a confessioni estorte con la tortura.

Per approfondimenti sulla situazione dei prigionieri politici in Myanmar: “Myanmar’s Political Prisoners: A Growing Legacy of Injustice” http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Myanmar

Partecipa alla nostra azione, firma l'appello:

- Firma on line questo appello : http://www.amnesty.it/appelli/firmamodelappelli.html?nomeappello=Myanmar_monaci

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State Peace and Development Council (SPDC)
Senior General Than Shwe
c/o Ministry of Defence, Naypyitaw, Union of Myanmar

Foreign Minister
Nyan Win
Ministry of Foreign Affairs, Naypyitaw, Union of Myanmar
Fax: +95 1 222 950, +95 1 221 719

Attorney General
U Aye Maung
Office of the Attorney General, Office No. 25, Naypyitaw, Union of Myanmar
Fax: +95 67 404 146, +95 67 404 106

Brig-General
Khin Yi
Director General, Myanmar Police Force, Naypyitaw, Union of Myanmar

10月1日

Non tutti ce lo sanno

Che oggi è il compleanno della mitica Rosangela Cafagna detta Rosina compie gli anni: a cura del servizio buon compleanno offerto dalla qui presente agatalibera.
 
Ebbene si quest'anno è stato veramente incredibile lorsignori per la nostra Rosina............
Dopo aver frequentato un corso di fotografia di altissimo livello i cui partecipanti avevano tutti stoffa e tempra da vendere, dopo aver subito diverse rapine in farmacia in cui si è distinta per aver strappato ai malviventi l'ultimo cartone di antiinfiammatori che erano indispensabile per le sue "ghiandole", dopo aver baciato un noto trombettista al matrimonio di sua sorella, ella ha pure trovato l'amore al matrimonio della stessa.
Lui è un fotografo barese simpatico intelligente (a quanto dice il gruppo), si dice anche che non riescano a fare l'amore se non hanno puntati addosso almeno due fari da 400W.
Insomma è proprio il caso di dire in coro:
AUGURI ROSINA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!