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ブログ


2月25日

e poi finanziamo il nucleare

Permesso di costruire solo con rinnovabili, ma dal 2010
Più lontana l'efficienza energetica in edilizia, in controtendenza rispetto all’Unione Europea
18/02/2009 - L’articolo 29, comma 1-octies, del disegno di legge di conversione del DL n. 207 del 30 dicembre 2008 Milleproroghe, oggi all'esame della Camera, differisce al 1° gennaio 2010 la scadenza del 1° gennaio 2009 entro la quale i regolamenti edilizi comunali avrebbero dovuto vincolare il rilascio del permesso di costruire, per gli edifici di nuova costruzione, all’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Nel suo parere approvato ieri, la Commissione Ambiente della Camera invita il Governo a “prevedere, in un successivo provvedimento d'urgenza, una norma sanzionatoria per i Comuni che non adegueranno i propri regolamenti, eventualmente prevedendo la possibilità di ricorrere ai poteri sostitutivi ovvero alla nomina di commissari ad acta. Ciò ai fini del raggiungimento degli obiettivi comunitari relativi al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici.”
 
Il termine del 1° gennaio 2009 – spiega la relazione del Servizio Studi della Camera – è previsto dall’art. 4, comma 1-bis del DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia), come sostituito dal comma 289 dell’art. 1, della Legge 244/2007 (Finanziaria 2008), che prevede che, per gli edifici di nuova costruzione, il permesso di costruire venga rilasciato a condizione che siano installati impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in modo da garantire una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa e di almeno 5 kW per i fabbricati industriali di superficie non inferiore a 100 mq.
 
Il testo previgente del comma 1-bis dell’art. 4 del DPR 380/2001 faceva riferimento ai soli pannelli fotovoltaici e richiedeva una produzione energetica non inferiore a 0,2 kW per unità abitativa. La Finanziaria 2008 ha, quindi, incrementato la potenza minima degli impianti e ha esteso l’obbligo di installazione (con una potenza maggiore) anche ai fabbricati industriali. Inoltre, il nuovo comma 1-bis non riguarda più solo gli impianti fotovoltaici ma si riferisce più genericamente ad impianti a fonte rinnovabile.
 
I tecnici di Montecitorio ricordano poi che nel novembre 2008 la Commissione europea ha presentato una proposta di riesame della politica energetica, proponendo un piano d’azione che individua, tra le sue priorità, l’intervento in cinque settori considerati fondamentali per far fronte alla crescente precarietà dell’approvvigionamento energetico, tra i quali l’efficienza energetica. Le proposte della Commissione sono volte all’attuazione del pacchetto 20-20-20 (riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, raggiungimento del 20% di energia rinnovabile sul totale e riduzione della domanda di energia del 20% entro il 2020).
 
In questo contesto, la Commissione propone di integrare e modificare la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici prevedendo, tra l’altro, in caso di installazione di nuovi sistemi tecnici per l'edilizia, sostituzione di sistemi tecnici esistenti o interventi importanti di messa a norma di tali sistemi, un obbligo per gli Stati membri di fissare requisiti minimi di rendimento energetico.
 
La proposta della Commissione, inoltre:
- rafforza le disposizioni in materia di certificazione energetica, ispezioni degli impianti di riscaldamento e condizionamento, requisiti di rendimento energetico, informazione ed esperti indipendenti, in particolare, riformulando le prescrizioni relative al rilascio degli attestati al fine di assicurare che per ogni operazione immobiliare sia emesso un attestato e che al potenziale acquirente o locatario siano fornite informazioni sul rendimento energetico dell'edificio (o di sue parti) con sufficiente anticipo (cioè nell'annuncio di vendita o di affitto);
- amplia il campo di applicazione della disposizione che impone agli Stati membri di fissare requisiti minimi di rendimento energetico in caso di ristrutturazioni importanti negli edifici esistenti, eliminando la soglia di 1000 mq di metratura al disotto della quale non è attualmente previsto l'obbligo, in caso di ristrutturazioni importanti, di conformarsi ai requisiti minimi di rendimento energetico, nazionali o regionali;
- fornisce uno strumento di calcolo comparativo utilizzato dagli Stati membri a scopo di confronto, allo scopo di pervenire ad un graduale allineamento dei requisiti fissati dai diversi Stati membri, attualmente assai differenziati;
- incoraggia gli Stati membri a elaborare piani nazionali volti a favorire la diffusione sul mercato di edifici con un consumo di energia ed emissioni di carbonio bassi o nulli.
 
 
L’Italia non sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda della Ue in tema di rendimento energetico in edilizia, dal momento che dall’ottobre 2006 è in corso un contenzioso per la presunta non corretta attuazione della direttiva 2002/91/CE. La Commissione ritiene, infatti, che il Dlgs 192/2005, di attuazione della direttiva 2002/91/CE, costituisca un semplice quadro generale di riferimento che avrebbe dovuto essere completato da successivi decreti, linee guida e relazioni da approvare, rispettivamente, entro 120 e 180 giorni, dalla sua entrata in vigore. Non avendo ricevuto alcuna comunicazione inerente tali misure di attuazione, né disponendo di altri elementi d’informazione, la Commissione ha concluso che l’Italia non ha adempiuto all’obbligo di attuare la direttiva.
 
E una nuova procedura di infrazione potrebbe essere aperta, a carico dell’Italia, per la cancellazione - prevista dalla legge 133/2008 - dell’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica all’atto di compravendita di interi immobili o di singole unità immobiliari, e dell’obbligo, nel caso delle locazioni, di consegnare o mettere a disposizione del conduttore l'attestato di certificazione energetica. Dall’entrata in vigore della legge 133/2008 è venuto meno l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica agli atti di compravendita, ma non l’obbligo di redigerlo, previsto dall’art. 6 del Dlgs 192/2005

Semafori a led a Roma

Le Commissioni Ambiente e Mobilita' del Comune di Roma hanno dato il loro via libera alla sostituzione dei semafori tradizionali con semafori a Led.
La potenza consumata da ogni segnalatore (23mila in tutto) passerebbe da 80 a 7 W, con un risparmio economico per il comune intorno ai 6 milioni di euro.
(Fonte:
http://www.infobuildenergia.it/notizia.php?id=499)
2月20日

una mail per Ruggiero

Quello che vi riporto è una iniziativa delle Ghiandole associazione di Barletta, scaturita da un articolo uscito due giorni fa sulla gazzetta del mezzogiorno a cura di Giuseppe Dimiccoli.
Potete leggere e partecipare alla discussione su http://ghiandola.splinder.com/

L'articolo è incentratu sul dramma di  Ruggiero, 45 anni, affetto da sclerosi multipla.quest'uomo malato e povero (percepisce una pensione di 200 euro) a cui hanno sospeso l'erogazione della luce da 45 giorni.
ora vive con le candele ed al freddo.
nell'articolo si scopre che il suo appartamento non ha ascensore e Ruggiero deve salire 28 scalini con una pendenza assurda.
ruggero sla
questo è Ruggiero.
il comune conosce questa vicenda perchè se ne occupano i servizi sociali...ma evidentemente non ha ritenuto la questione degna di rilevanza...
VERGOGNA.
questo comune merita però di essere subissato dalla nostra indignazione.
per questo propongo ad ognuno di voi di iniare una mail al comune con il testo:
"Ruggiero, malato di SLA al buio ed al freddo, e Voi al caldo a non fare niente.
alle prossime elezioni, provate a chiederci il voto.
VERGOGNATEVI"
vorrei che ognuno di noi mandasse questa mail ai seguenti indirizzi:
e
questo per poter sapere quante ne arriveranno in comune e quante risposte avremo.
in più, chiedo a tutti i blog cittadini di fare lo stesso...
facciamoli vergognare e facciamo in modo di reagire.
d'ora in avante smettiamo di essere rassegnati.
 
A quanto pare è partita anche una raccolta fondi presso il bar all'interno del castello
2月10日

Quella ragazza che amavamo di ADRIANO SOFRI

ORMAI la diversità dei pensieri si era tramutata in una dannazione reciproca, una messa al bando, una insofferenza esasperata. E neanche ora, neanche in hora mortis nostrae, si rimarginerà, temo. Ma, forse solo per un piccolo risarcimento, forse perché è la cosa più importante, possiamo riconoscerci tutti - quasi tutti - in un acquisto dapprincipio imprevedibile, e che non era nei propositi. Abbiamo tutti - quasi tutti: non fa bene ignorare il cinismo e la cattiveria vera - voluto molto bene alla ragazza Eluana.

Le abbiamo voluto sempre più bene, man mano che passavano gli anni e la ferita si esacerbava mille volte di nuovo e noi intanto diventavamo grandi o vecchi, nascevamo e ci ammalavamo e, qualcuno, morivamo: e quel viso di ragazza continuava a guardarci illeso dal tempo e dalla sventura. Prima della fotografia, i ritrattisti delle famiglie del nord d'Europa, di quelle che potevano permetterselo, dipingevano una volta all'anno il gruppo di famiglia, sicché sulle pareti domestiche scorrevano le generazioni, i bambini diventavano adulti, gli adulti vecchi, matrimoni rinnovavano la scena, nuovi nati facevano la loro comparsa.

In quelle gallerie di quadri ricordo, c'erano alcune figure di bambini o di giovani che non cambiavano più aspetto, il tempo non le lavorava più, perché erano morti giovani o bambini, e una rossa crocetta dipinta sopra la testa avvertiva della loro perdita, ma non si aveva cuore di espellerli dal gruppo. Il signor Englaro, rifiutandosi, contro la propria presumibile convenienza, di esporre le fattezze di Eluana se non fino al punto in cui l'ebbe perduta, ha suscitato in tutti noi lo stesso risultato pieno d'affetto e di rimpianto.

Abbiamo voluto bene a quella ragazza meravigliosa, al modo in cui i suoi occhi continuavano a guardarci così da lontano, così da vicino, e l'abbiamo rimpianta come una nostra compagna di viaggio insieme perduta e illesa. Abbiamo voluto bene, ogni giorno di più, anche alla Eluana che non vedevamo, che non abbiamo mai visto, nella quale la ragazza dagli occhi profondi si continuava e si consumava, e abbiamo avuto pietà di lei e di noi. Quel padre che, chiuso in un suo cerchio senza uscita, combinava e ricombinava senza ostentazione e senza falso pudore le belle fotografie della sua creatura, come per ricominciare ogni volta a far scorrere la vita della sua carissima figlia prima che la promessa si spezzasse, ce l'ha fatta amare, senza proporselo.


Senza proporsi altro se non di avere la legge dalla propria parte, e le persone, perché una buona legge dev'essere dalla parte delle persone e del loro dolore. L'ha conservata così, nella memoria di una comunità che l'aveva adottata, benché si lacerasse sul suo destino.

Se c'è una sottile speranza che l'Italia non esca più amara e incattivita da una vicenda oltraggiosamente accanita, è in questo amore condiviso. Il signor Englaro non ha mirato a nessuna convenienza. Non ha fatto conti. Ha fatto quello che sentiva come il suo dovere. Se fosse stato un uomo politico - cioè un politico, oltre che l'uomo che è - si sarebbe sottratto alla piccola trappola della gara col tempo, che metteva in scena nel rullo di tamburi del precipitoso finale il copione degli uni che bruciavano le ore per salvare una vita, degli altri che bruciavano i minuti per sacrificarla. ("Il sacrificio non sia vano": frase pronunciata ieri sera in Senato, non so con quanta consapevolezza, bestemmia più enorme di tutte, che accusa di un sacrificio umano, e pretende di riscattarlo, per giunta con una legge folle).

Si sarebbe esposto alle intemperie sulla cima di un campanile friulano per protestare: dopotutto il capo del governo si era spinto, non so con quanta consapevolezza, a dire che quella sua figlia perduta avrebbe potuto partorire. Avrebbe fatto uno sciopero della fame e della sete, per replicare a chi lo accusava di voler assassinare per fame e sete la sua creatura. Li avreste visti volare, allora, i sondaggi, angeli custodi della superstizione e della demagogia contemporanea.
Verrebbe voglia di dire che bisogna tutti sforzarsi di richiudere questa ferita, ma non sarà così. Le ferite non si chiudono. Non si chiuse quella di Moro. La disputa sul corpo di Eluana è per l'Italia del nuovo millennio una tragedia senza catarsi, senza redenzione, come fu quella sul corpo di Moro per la fine del secolo scorso. Ho guardato il minuto di raccoglimento al Senato: sembrava piuttosto, per quei grami presenti, la concentrazione nell'angolo prima dell'ultimo round.

Certi uomini politici - cioè certi politici, prima degli uomini che dimenticano di essere - fanno molti conti. Vedrete: anche ora che il corpo di Eluana non è più perquisibile dai Nas, mostreranno di voler procedere per la loro strada. Legislatori tutti d'un pezzo, pronti a decretare la mia, la vostra, l'impossibilità di ciascuno di rifiutare per sé la nutrizione artificiale, una volta che ci trovassimo privati senza ritorno della nostra coscienza. Pazzia. Silvio Berlusconi ha voluto dire che lui, nella condizione di Beppino Englaro, non potrebbe mai "staccare la spina". Sia risparmiata la prova a lui e a noi. Tuttavia la prova è stata imposta a tanti, e qualunque sia la loro scelta, compresa quella di non rassegnarsi mai al commiato, dev'essere rispettata, amata e sostenuta. Ma provi Berlusconi a immaginare un'altra eventualità: che tocchi a lui di uscire da una rianimazione in una condizione vegetativa irreversibile. Vorrebbe o no poter decidere, finché il senno e la fortuna siano dalla sua, come debba chiudersi la sua esistenza, o preferisce lasciarne il peso ai suoi figli, per giunta votando ad horas l'obbligo a nutrirlo artificialmente senza fine? Questo era già il punto, ora lo è ancora più nitidamente. Mettete via i cartelli opposti che intimano: "Giù le mani da Eluana".

Salutiamola, Eluana, con l'amore che si sapeva riservare alle ragazze perite, tenerelle, pria che l'erbe inaridisse il verno. Quanto a noi, scriviamo ciascuno sul proprio cartello: "Giù le mani da me, per favore".
2月6日

Cancellato il debito del Burundi


Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale hanno cancellato il 92% del debito estero del Burundi.
Si tratta di circa un miliardo di euro che ora il piccolo Stato africano dovrebbe investire in scuole, ospedali e lotta alla poverta'.
Il condizionale e' purtroppo d'obbligo.
2月5日

Riso alla spina

A Locate Triulzi nel Milanese, presso la cascina Nesporedo, si puo' comperare riso sfuso self service. Si puo' scegliere tra carnaroli, vialone nano, arboreo, integrale e farro.
La distribuzione dei prodotti alla spina funziona: dopo soli due mesi, nei 20 esercizi commerciali della provincia di Lucca che hanno attivato la vendita di detersivi sfusi, al 15 gennaio 2009 sono stati venduti 11.222 litri di detersivi e detergenti sfusi e sono stati consegnati ai clienti (gratuitamente o meno) 4.523 flaconi da un litro con un risparmio di circa 400-450 kg di plastica.
2月2日

Fotovoltaico, a Torino finanziati 200 mila euro

Il Piemonte conferma la propria sensibilità al tema delle energie rinnovabili. La Giunta Comunale di Torino ha approvato la Delibera 6288/021, con cui sono stati stanziati 200 mila euro per l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici.
 
Con la delibera è stato infatti approvato un bando pubblico, promosso dal Settore per la sostenibilità ambientale e la tutela degli animali, per l’erogazione di incentivi a favore di privati, persone fisiche o giuridiche, che intendono installare impianti fotovoltaici sugli edifici residenziali nel Comune di Torino.
 
I contributi economici in conto capitale finanzieranno la costruzione di impianti destinati a operare in parallelo rispetto alla rete elettrica del distributore e non sono cumulabili con altri incentivi. Saranno erogati 500 euro per ogni kwp installato, fino a un massimo di 20 kwp.
 
Per essere ammessi al finanziamento gli impianti dovranno avere una potenza non inferiore ai 3 kwp e non superiore ai 20, il loro avvio deve essere inoltre successivo alla pubblicazione del bando. Non sono invece ammissibili gli interventi da realizzare obbligatoriamente per l’adeguamento alla normativa vigente.
 
Possono presentare domanda le persone fisiche o giuridiche private che possano vantare un diritto di proprietà o godimento su un immobile nel Comune di Torino. Ogni soggetto può presentare una sola domanda e deve impegnarsi a non dismettere o disattivare l’impianto nei 5 anni successivi al finanziamento. In caso di cessione del diritto sull’immobile, il subentrante deve impegnarsi con atto scritto a mantenere l’impianto fotovoltaico in funzione per il periodo stabilito.
 
Sarà possibile partecipare al bando fino al 31 dicembre 2009, salvo esaurimento dei fondi. Il Comune non esclude la possibilità di prorogare i finanziamenti.