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4月30日 diario del finesettimanaChe dire Napoli non poteva regalarci di più!
Momenti di poesia che si intrecciano a paradossi di vita comune.
Abbiamo girato e visto tanto
Sentito i differenti punti di vista di diversi tassisti sulla situazione attuale del comune di Napoli
tutte discordanti fra loro ovviamente
e per ogni confidenza fatta un euro in più segnato sul tassametro
Il primo, sentendo che eravamo di bari si è ricordato dei bei vecchi tempi in cui faceva napoli bari vecchia e viceversa 4 volte al giorno.
Il suo un lavoro duro ed "onestissimi" IL CONTRABBANDIERE
Poi pranzo da Antonio & Antonio accompagnato da un ottimo fiano d'avellino, caffè da zi teresa nel borgo marinaro, poi piazza del gesù piazza san domenico, spaccanapoli, sfogliatella da scaturchio con ricotta morbida dal retrogusto di buccia d'arancia
Ho anche incontrato casualmente Mirta mitica segretaria del Politecnico di Bari dove ho fatto per ben due volte il part time
un pò di acquisti una vista notturna di tutta napoli da un posto al vomero di cui non ricordo il nome...............poi un altro mala portato dall'amico partenopeo fratello nuzzolo direttamente dall'india
poi visita al san carlo al chiostro di santa chiara maiolica cotto e agrumeto sotto lo stesso cielo, e infine un passaggio rapido più per curiosità di tommy che mia visto che ci ho pure dormito due volte, ai quartieri spagnoli.
(pure a napoli stanno lucchetti ovunque che cazzo a combinato Moccia!) pranzo da ciro e un ritorno a casa nella mia macchina a recuperare tra i vari cd le colonne sonore del nostro amore
che dire sono felice! 4月27日 buonEd ecco avvicinarsi un altro fine settimana
per chi come me non aspetta altro che spegnere per un pò il suo pc
per chi come me andrà al mare tempo poco nuvoloso permettendo
per chi come ruggiero si rifiuterà di passare tutta la giornata al mare per chi come me incontrerà il suo amore distante a Napoli
per chi come beppe voleva venire a napoli con noi per chi come grazia con la sua nuova bici verde militare passeggerà per il lungomare
per chi come zia farà qualche serata lounge per qualche locale barlettano
per chi come emily non farà altro che pensare al suo imminente viaggio in africa
per chi come la piccola sara che dirà ti amo a chiunque saprà renderla felice anche solo per un istante
per chi come flora ritornerà a casa
per chi come luigi continuerà a lavorare
per chi come serena vedrà inaugurare la sua nuova creatura artistica (non chiedetemi di che si tratta)
per chi come tutti quelli che conosco cercheranno di godersela alla grande
Buon fine settimana a tutti!
4月20日 FantadeejayPer un momento ho avuto l'illusione di essere tra i primi 100 poi è cominciata la discesa rapida. Ora sono a quota 2000 su circa 27000 iscritti. Chiedo ufficialmente aiuto.TITOLARI
PANCHINA
da Provaci ancora, Sam- C'erano dei tipi che davano fastidio a Julie e gli ho dovuto dare una lezione.
- Sei tutto intero? - Sì sto benone. A uno gli ho dato una botta col mento sul pugno e a quell'altro una nasata sul ginocchio... Woody Allen 4月19日 Un alternativa alla plasticaMolti di noi da anni continuano a fare raccolta differenziata sperando che la plastica non venga incenerita insieme agli altri rifiuti.
In realtà i costi energetici per il riciclo della plastica sono troppo elevati per cui alla fine la nostra raccolta differenziata serve ad accumulare tale materiale che prima o poi finisce comunque nell'inceneritore.
La soluzione dovrebbe essere non consumarla proprio.
Comprare bottiglie d'acqua in vetro, magari con vuoto a rendere, e per il resto utilizzare materie prime alternative.
A tal proposito una proposta viene da Terni.
L'ho scoperto grazie al mio amico Paciolla "Vello d'oro" che ha intenzione di curarne la distribuzione.
Il materiale in questione è il MATER-BI, semplicemente mais!
Di seguito tutte le informazioni utili
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Email: quibio@quibio.it Tel. 070 658708 Fax 070 673381 4月17日 Allarme clima: le conclusioni dell'Intergovernmental Panel for Climate ChangeRiunitisi a Brussels nei giorni scorsi gli studiosi hanno confermato, in occasione della presentazione della seconda parte del Rapporto sul clima, l'allarme clima già lanciato all'inizio dell'anno
Sono recentissime le ultime conclusioni dell Ipcc (Intergovernmental Panel for Climate Change), la più importante commissione di studio delle Nazioni Unite sul surriscaldamento globale, riguardo alla salute del nostro Pianeta. Riunitisi a Brussels nei giorni scorsi, gli studiosi hanno confermato, in occasione della presentazione della seconda parte del Rapporto sul clima, l'allarme clima già lanciato all'inizio dell'anno.
I nati nel 2007 vivranno in un mondo più caldo, dalla tendenze meteorologiche considerevolmente modificate e in cui il mare salirà di 18-59 cm entro il 2100 a causa dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e dell'Antartico.
Nelle conclusioni degli esperti del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico viene però precisato che valutazioni peggiori non possono essere escluse dal momento che non si può prevedere con esattezza il comportamento del ghiaccio che ricopre l'Antartico e la Groenlandia. Inoltre le oscillazioni nelle previsioni dipenderanno dalle quantità di anidride carbonica, il principale tra i gas-serra, che in concreto saranno immesse nell'atmofera. Quindi si deduce che la prova assoluta non sarà disponibile prima che sia troppo tardi. "Il riscaldamento del clima sulla Terra durerà per oltre un millennio - hanno inoltre affermato gli esperti nel rapporto sul cambiamento climatico - e la temperatura si innalzerà fra l'1,8 i i 4 gradi entro il 2100". Quello che sconcerta è che, a parere degli esperti, i disastri del clima sono al 95% colpa dell'uomo. "Di fronte a questo scenario – affrema Roberto Della Seta, presidente di Legambiente - è giunto il momento che la politica italiana si associ a chi, da Blair a Cameron in Inghilterra, a Royal e Bayrou in Francia, a Obama e Schwarzenegger negli Usa, sembra aver capito l'importanza della scommessa sul clima. Non possiamo continuare a limitarci a recepire a fatica le decisioni comunitarie e internazionali - continua -, serve una politica energetica che, invece di rilanciare stupidamente il carbone, ne riduca il consumo insieme a quello del petrolio e al trasporto su gomma, potenziando di contro le fonti pulite, come il solare e l’eolico, il risparmio energetico e la ricerca sulle nuove tecnologie. Una strada sulla quale l’Italia è più in ritardo di quasi tutti i Paesi europei, sebbene ridurre i consumi di petrolio e carbone sia per noi, che importiamo gran parte dell’energia fossile, un interesse anche economico". Secondo Legambiente da quando il Protocollo di Kyoto è stato firmato nel 1997, – ricorda Legambiente - le emissioni prodotte in Italia sono infatti considerevolmente aumentate, giungendo oramai a un più 12,2 per cento. L'Italia, che si è impegnata a ridurre le emissioni del 6,5% entro il 2012 rispetto ai livelli del 1990, si ritrova ora a più 18,6%. Eppure proprio il nostro Paese che si trova ai margini meridionali della zona temperata, è uno dei più colpiti dalla rottura degli equilibri climatici. Negli ultimi vent’anni le temperature medie in Italia sono cresciute di 0,4 °C al Nord e di 0,7 °C al Sud. 4月16日 BuongiornoAndate sul sito internet http://maps.google.it/
scegliete "indicazioni stradali" e digitate da Padova a New York, andate al punto 38 del percorso e ...............avrete una bella dritta
4月13日 Alex BaroniCAMBIARE
Ti nasconderai dentro i sogni miei ma io non dormirò, mi dovrà passare ... E quanti amori avrai che cosa gli dirai e quanto anche di me, io dovrò cambiare ... Amore non mi provocare arriverò fino alla fine di te Amore mi dovrà passare per restare libero…. cambiare ... Ti nasconderai, dentro gli occhi miei ma io non guarderò, io dovrò cambiare ... Amore che non può volare resterai qui fino alla fine di me Amore mi dovrà passare Per diventare libero…. cambiare ..... cambiare ..... Combatterò con le mie notti bianche Combatterò devo ricominciare a inventare me ..... Amore non mi provocare arriverò fino alla fine di te Amore mi dovrà passare per restare libero… cambiare ... ..... e per non cadere più, cambiare 4月10日 da un articolo di Repubblicama perchè di queste cose non parla la chiesa
ma perchè le famiglie anzichè organizzare manifestazioni ridicole quali il family day,
non si preoccupano di queste cose?
leggete è importante
CRONACA InviaStampaFirenze, le vittime scrivono al Papa: "Abusi su donne e bambini per anni" Gli episodi dal 1975 in poi. Nel 2004 le prime denunce alla Curia. Trasferito il prete sotto accusa Sesso e violenze scandalo in parrocchia di MARIA CRISTINA CARRATU' FIRENZE - Anni di violenze, psicologiche e fisiche, di plagi e coercizioni nei confronti di bambini, ragazzi, intere famiglie, abusi e violenze sessuali su bambine e ragazzine minorenni, consumati nell'ombra di una canonica e mai venuti a conoscenza di nessuno fino ad oggi. Famiglie intere convinte di far parte di un progetto di fondazione di una "vera chiesa dello Spirito" contrapposta a quella, corrotta e incapace, "di fuori", e spinte a devolvere alla parrocchia denaro e beni, "per adempiere alla volontà di Gesù Cristo". E poi avviamento di ragazzi al seminario, con l'obiettivo di "colonizzare" la struttura ecclesiale attraverso incarichi di primo piano. È questo - secondo le vittime dei plagi e degli abusi (così lontani nel tempo da rendere difficile ormai un'azione penale) che solo oggi, dopo tanti anni, hanno trovato il coraggio di parlare e chiedono giustizia appellandosi al Papa - ciò che è avvenuto almeno a partire dal 1975 in una parrocchia della periferia di Firenze, la Regina della Pace. Affidata fino al 2005 a un "carismatico" sacerdote oggi ottantenne, don Lelio Cantini, allontanato dalla città solo un anno fa ma mai privato dell'ordinazione. Con a fianco una donna, presunta "veggente" le cui visioni di Gesù, raccontano le vittime, servivano alla selezione degli "eletti". Oggetto di punizioni esemplari, privati dell'assoluzione e dell'eucaristia, se non avessero obbedito alle imposizioni del "priore", come il sacerdote si faceva chiamare. Fra cui quella sistematicamente rivolta a ragazzine di dieci, quindici, diciassette anni, di avere rapporti sessuali con lui, come forma, diceva, di "adesione totale a Dio". Facendo credere a ognuno di essere il prescelto e intimando il segreto assoluto pena il "castigo divino". Per questo, vinte le rimozioni e preso contatto con i compagni di allora, solo oggi le vittime hanno scoperto di aver condiviso un passato identico e terribile. Ed è innanzitutto alla Chiesa, anziché ad avvocati e tribunali, che si rivolgono fin dal gennaio 2004, inviando alla Curia di Firenze esposti e memoriali, e ottenendo vari incontri personali - prima con l'allora arcivescovo Silvano Piovanelli e poi con l'arcivescovo Ennio Antonelli e con l'ausiliare Claudio Maniago. Con l'unico risultato, nel settembre 2005, di un trasferimento del "priore" "per motivi di salute" in un'altra parrocchia della Diocesi. Da qui la decisione di appellarsi al Papa. La prima volta con una lettera del 20 marzo 2006, con allegati dieci dettagliati memoriali di venti vittime di abusi, a cui risponde il cardinale Camillo Ruini, ricordando alle vittime, sentito Antonelli, che il sacerdote sotto accusa dal 31 marzo ha lasciato anche la Diocesi e augurandosi che questo "infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti". Le vittime però non ci stanno. Il 'priorè vive con la "veggente" in una città della costa toscana, ha sempre intorno un gruppo di seguaci ed è tuttora ordinato. E a questo punto si muovono, di loro iniziativa, alcuni sacerdoti. "Non vogliamo sentirci domani chiedere conto di un colpevole silenzio", spiegano in una nuova lettera al Papa, inviata il 13 ottobre 2006 tramite la Segreteria di Stato. Dove parlano di "iniquo progetto di dominio sulle anime e sulle esistenze quotidiane" perseguito da una setta "purtroppo cresciuta dentro una parrocchia cattolica". E ricordano che a "quasi due anni" dall'inizio delle denunce dalla Chiesa fiorentina non sono ancora arrivati né "una decisa presa di distanza" dai personaggi coinvolti nella vicenda, né "una scusa ufficiale", né "un atto riparatore autorevole e credibile". A Repubblica, che glielo chiedeva, Antonelli ha risposto ieri di non voler fare alcun commento della vicenda. Intanto la storia circola, e sono ora i parroci vicari foranei, responsabili delle zone della diocesi, a chiedere all'arcivescovo di portarla all'assemblea diocesana, davanti a tutto il clero. Antonelli li ha convocati alla fine di febbraio per mostrare una sua comunicazione alle vittime del 17 gennaio, relativa ai "provvedimenti" a carico del sacerdote adottati, scrive, "sulla base delle vostre accuse", al termine di un "processo penale amministrativo" e sentita la Congregazione per la Dottrina della Fede. Per cinque anni, scrive il cardinale, il "priore" non potrà né confessare, né celebrare la messa in pubblico, né assumere incarichi ecclesiastici, e per un anno dovrà fare un'offerta caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna. E quanto alle vittime, l'invito, visto che "il male una volta compiuto non può essere annullato", è a "rielaborare in una prospettiva di fede la triste vicenda in cui siete stati coinvolti", e a invocare da Dio "la guarigione della memoria". Ma loro, con "stupore e dolore", annunciano che non si fermeranno. Finora non hanno fatto nemmeno causa civile, ma d'ora in poi, dicono, "nulla è più escluso". Nella lettera alla Segreteria di Stato i preti chiedono a loro nome "un processo penale giudiziario", che convochi testimoni e protagonisti, e applichi "tutte le sanzioni previste dall'ordinamento ecclesiastico", che il prete che ha rovinato le loro vite sia "privato dello stato clericale", anche "a tutela delle persone che continuano a seguirlo". E che sia ora la Santa Sede a fare davvero luce su tutta la vicenda. (8 aprile 2007) 4月6日 DISCRIMINAZIA13 14 aprile ore 21,00
TEATRO CURCI DI BARLETTA
DISCRIMINAZIA di
Natalia Capra, Mariano Dammarco,
Michele Santeramo
regia
Giampiero Borgia
con
Annalisa Canfora e
Alessandro Sciusco
architetture di scena Massimo Alvisi, Junko Kirimoto costumi Giuseppe Avallone movimento scenico Stefania D'Onofrio musiche Papaceccio
in collaborazione con Marco Evangelista
4月5日 Il casco a NapoliQuando si dice «una sentenza che fa discutere». Anzi, litigare. Napoli contro resto d’Italia. Una guerra scatenata, paradossalmente, proprio dai giudici di pace. I quali hanno annullato dieci multe ad altrettanti motociclisti («parte-nopei e parte-napoletani», avrebbe detto Totò) pizzicati dai vigili campani a guidare gli scooter senza casco. Gli indisciplinati centauri potranno non pagare le contravvenzioni grazie a un certificato medico attestante «il loro grave stato di stress». Del resto, un certificato medico (a Napoli come a Milano, per dire la verità) non si nega a nessuno, figuriamoci poi per una patologia talmente aleatoria come lo stress. La notizia, che campeggiava ieri sulla prima pagina del quotidiano Il Mattino, sembra fatta apposta per scatenare contro la città del Vesuvio la solita eruzione di luoghi comuni: «Una cosa simile poteva accadere solo a Napoli...»; «A Napoli non si rispetta il codice penale, figuriamoci il codice della strada...»; «Stress a Napoli? Non si è mai visto un napoletano stressato dal lavoro...» ecc. E la memoria va subito a un altro clamoroso caso napoletano: quello delle magliette con stampata la cintura di sicurezza per ingannare i vigili urbani. La fotografia della maglietta con la banda trasversale nera fece il giro del mondo e poco importa che poi si scoprisse che si era trattato di una bufala organizzata proprio per beffare i mezzi di informazione. E la burla riuscì perfettamente con tanto di titoli in prima pagina: «T-shirt con cintura di sicurezza stampata: ennesima prova della furbizia dei napoletani...». Questa invece delle multe annullate per stress è tutta roba vera di cui non si capacita il comandante della polizia municipale, Carlo Schettini: «È pazzesco, ora si rischiano sentenze fotocopia». Fatto sta che i ricorrenti hanno dimostrato, attraverso l’esibizione di certificati medici, di trovarsi, al momento della notifica della contravvenzione, in uno stato di depressione o forte stress. Schettini scuote il capo e domanda: «Ma vi sembra possibile?». A noi no, ma ai giudici di pace sì. «Secondo me - aggiunge Schettini - a un motociclista che dichiara al giudice di pace di essere affetto da stress psicologico dovrebbe essere vietato di andare in moto finché ha questo tipo di problemi. Non vorrei che aumentasse il numero di chi cerca di non rispettare il codice della strada per andare in moto senza casco ricorrendo a una serie di giustificazioni, come un banale mal di testa». 4月4日 Corso di formazione teatraleTEATRO MINIMO
compagnia riconosciuta dalla Regione Puglia
PROGETTO - Sogno di una notte di mezza estate
Laboratorio nazionale di perfezionamento teatrale
direzione artistica: Michele Sinisi – Michele Santeramo
edizione: 26 aprile - 15 maggio 2007
Il Progetto - Sogno di una notte di mezza estate è un corso di formazione teatrale che offre un’importante opportunità a cinque partecipanti, artisti e non, di dar vita a un’esperienza di lavoro fortemente finalizzata alla pratica e alla educazione al teatro.
Il laboratorio, organizzato dal Teatro Minimo in collaborazione con il Comune di Morbegno, sede del corso, prevede una full immersion dal 26 aprile al 15 maggio. Il laboratorio sarà tenuto da Michele Sinisi, autore e attore, e Michele Santeramo, autore e regista.
Il laboratorio si concluderà con due dimostrazioni finali, previste per il 13 Maggio a Morbegno e per il 15 maggio a Tirano.
Condizioni e requisiti per partecipare alle selezioni del Progetto
- non ci sono limiti di età
- non è richiesto nessun titolo di studio specifico;
- ogni aspirante dovrà presentare un dossier comprendente:
· dati anagrafici e fotocopia leggibile di un documento di identità;
· elenco e copia dei titoli di studio relativi alla formazione teatrale;
· curriculum professionale dettagliato, segnalando eventuali specializzazioni;
· motivazioni della candidatura;
· reperibilità (recapito postale, telefonico, fax e e-mail) nei mesi di aprile e maggio.
· due foto
Le domande, corredate degli allegati, dovranno essere inviate in originale a mezzo posta alla Segreteria del Teatro Minimo, via Catullo 34/a – 70031 Andria (Ba). La selezione sarà effettuata sulla base della documentazione inviata e i candidati che risulteranno idonee saranno contattati dalla segreteria del Teatro Minimo.
Ai candidati selezionati sarà assicurata la frequenza gratuita al laboratorio.
teatro minimo - Piazza La Corte, 1 – 70031 Andria (BA)
INFO: teatrominimo@tele2.it - 0883593799 - 3490834331 Poesia di Pedro Salinastratto da La voce a te dovutaChe allegria, vivere e sentirsi vissuto. Arrendersi alla grande certezza, oscuramente, che un altro essere, fuori di me, molto lontano mi sta vivendo. Che quando gli specchi, le spie, mercurio, anime brevi, confermano che sono qui, io, immobile, serrati gli occhi e le labbra, chiuso all'amore della luce, del fiore e dei nomi, la verità transvisibile è che cammino senza i miei passi, con altri, là lontano, e lì sto baciando fiori, luci, parlo. Che esiste un altro essere con cui io guardo il mondo perchè sta amandomi con i suoi occhi. Che esiste un'altra voce con cui io dico cose non sospettate dal mio gran silenzio; ed è che anche mi ama con la sua voce. La via - che slancio ora! -, ignoranza degli atti miei, che lei compie, in cui lei vive, duplice, sua e mia. E quando lei mi parlerà di un cielo scuro, di un paesaggio bianco, ricorderò stelle che non ho visto, che lei guardava, e neve che nevicava nel suo cielo. Con la strana delizia di ricordare di aver toccato ciò che non toccai se non con quelle mani che non raggiungo con le mie, tanto distanti 4月3日 Articolo tratto da l'EspressoLa Puglia dei veleni di Gigi Riva Inchiesta sulla regione a più alta concentrazione tossica. Fra Taranto e Brindisi gli impianti che producono il 30 per cento della diossina in Italia e 36 milioni di tonnellate di gas. È qui il buco nero dell'inquinamento in Europa BLOG: Girovagando di Gigi Riva E' carissima l'aria respirabile di Paola PilatiCiminiere sì grazie. Ma con i paletti Lui è, adesso, il "presidente di tutti i pugliesi" e non più il "deputato di Rifondazione comunista". Lo dichiara subito Nichi Vendola. Come a sottolineare: non sono io che sono cambiato, ma il ruolo. Per questo ha aperto un dialogo con tutti, inquinatori compresi. Presidente Vendola, la domanda che si fanno anche suoi ex compagni di strada è: perché si fida di Riva, il proprietario dell'Ilva, con cui ha avviato un tavolo di lavoro? ... Leggi tutta la schedaIl petrolchimico di BrindisiNell'immaginare un vestito verde per l'Europa, in sintonia con la regina mitologica che le regala il nome e che fu rapita da Zeus mentre raccoglieva fiori, la cancelliera tedesca Angela Merkel chissà se ha pensato anche alle scarpe. L'Europa geografica calza uno stivale (l'Italia) con un tacco nero (la Puglia) che sarebbe adatto per una serata di gala ma che stride con i colori arcobaleno di un'anziana signora (il Vecchio Continente) che si vorrebbe ecologicamente virtuosa. Gli obiettivi Ue si proiettano oltre Kyoto, prevedono una riduzione del 20 per cento di anidride carbonica e di consumo di energia elettrica entro il 2020. La direttiva che sarà emanata il prossimo settembre avrà valore obbligatorio e vincolante, pena una citazione degli inadempienti alla Corte di giustizia. Mentre tutto questo si discute a Bruxelles, quaggiù in periferia, sul tacco impolverato da ogni genere di inquinante diossina compresa (sì, diossina come a Seveso) ci si arrovella semmai sul modo per eludere i vincoli e i piani di avvicinamento a Kyoto (entro il 2012 il 6,5 per cento in meno dell'anidride carbonica sparata in aria). E sarebbe il luogo dove c'è più bisogno, di Kyoto, visto il terrificante risultato di una gara in cui vinceva il peggiore. Primo, secondo e terzo posto, podio tutto pugliese nella classifica dei dodici impianti italiani che producono più anidride carbonica, responsabile dell'effetto serra e dunque del surriscaldamento del Pianeta. Nell'ordine: centrale termoelettrica Enel di Brindisi sud 15.340.000 tonnellate l'anno di CO2; Ilva di Taranto 11.070.000; centrali termoelettriche Edison di Taranto 10.000.000. I dati sono del 2005, gli ultimi disponibili, e li ha raccolti l'Eper-Ines. Gli acronimi stanno per European Pollutant Emission Register e per Inventario Nazionale delle Emissioni e Loro Sorgenti, cioè l'organismo europeo e quello statale. Legambiente li ha elaborati e diffuso di recente. Si trattasse poi solo di anidride carbonica. La stessa Eper nel 2002 aveva detto di peggio. Degli 800 grammi di diossina che finiscono nell'aria europea ogni anno, 71 escono dagli impianti dell'Ilva e sono pari all'8,8per cento del totale europeo e al 30,6 di quello italiano. L'anno prima lo stesso organismo aveva citato in un dossier ancora l' Ilva per il monossido di carbonio (10,2 per cento del totale) e l'Enipower di Brindisi (13,7 per cento delle emissioni di zinco). L'ottimismo della volontà potrebbe far pensare che da quegli anni censiti le cose sono migliorate. Il pessimismo della ragione fornisce una risposta lapidaria: no, semmai il contrario. Ed è un pessimismo che poggia su valutazioni oggettive ma non su cifre perchè i dati, e anche questo è clamoroso, non ci sono. Ci saranno, ma non ci sono. Il professor Giorgio Assennato, direttore generale dell'Arpa Puglia, quando è stato nominato dalla nuova giunta di centrosinistra ha trovato, nelle zone più critiche, controlli praticamente inesistenti e un personale ridotto all'osso (una ventina di persone a Brindisi e Taranto, l'asse critico). L'assessore all'Ambiente Michele Losappio, di Rifondazione comunista, riassume: "L'Arpa aveva 200 dipendenti scarsi quando la pianta organica ne prevede 800. Stiamo provvedendo a completarla". E sono stati anche stanziati 3 milioni di euro per iniziare il lavoro. Che si annuncia complicato. Nel vuoto attuale può succedere che il bresciano Emilio Riva, il proprietario dell'Ilva, invochi uno studio del Cnr per quanto riguarda la diossina. Però nemmeno ci si prova a contestare le emissioni di anidride carbonica e anzi prende carta e penna e scrive a chiunque abbia un ruolo, da Prodi in giù, per minacciare un taglio di 4.000 dipendenti (su circa 12.000) nel caso debba rispettare Kyoto e ridurre il carico inquinante. Lo hanno assecondato e l'anidride carbonica, dice il governo, sarà tagliata altrove. Potenza della siderurgia in ripresa sul mercato mondiale tanto che l'Ilva è passata in breve da 6 a 10 milioni di tonnellate di acciaio prodotto e c'è da scommettere che nel 2007 andrà ancora meglio perché Riva ha chiuso, dopo una lunga battaglia ambientalista, il suo stabilimento a Cornigliano (Genova) e conta di trasferire i reparti che producono "a caldo", i più pericolosi, in Puglia: altri 2,5 milioni di tonnellate. Questo Riva sta collezionando condanne per inquinamento, l'ultima è di metà febbraio, tre anni in primo grado più l'interdizione dall' attività industriale per lo stesso periodo. Il ricatto occupazionale e la scarsa sensiblità ecologica (eufemismo) lo hanno reso particolarmente odioso alla parte più dura dell'ambientalismo. Che accusa il presidente Nichi Vendola di intelligenza col "nemico". La giunta insediata nel 2005, non avendo scheletri nell'armadio sul tema, invece procede guidata dalla stella polare della coniugazione tra idealità e pragmatismo. Convinta com'è che è meglio avviare un confronto e imporre delle regole certe laddove c'era solo anarchia. L'Ilva chiede di costruire una nuova centrale termoelettrica da 600 megawatt? Discutiamo, ma in cambio chiuda quella obsoleta che sta dentro i suoi confini (tre quinti del territorio comunale, 15 milioni di metri quadrati) ed è gestita dalla Edison. L'Eni vuole raddoppiare le sue capacità produttive investendo un miliardo di euro e diminuendo l'inquinamento? Discutiamo, vediamo se sul piano c'è il conforto di un parere tecnico. L'atteggiamento possibilista si scontra con le reazioni estreme di chi troppe ne ha subìte, nel corso del tempo, e non crede più ai compromessi. Come Alessandro Marescotti, di Peacelink, il quale ricorda i tempi in cui i suoi amici neopatentati che abitavano ai Tamburi (il quartiere più vicino allo stabilimento) si presentavano orgogliosi con auto nuove fiammanti la cui carrozzeria veniva corrosa dopo pochi mesi. Difetti di fabbrica? No, inquinamento. Era trent'anni fa. E poi quel cielo che azzurro non è mai, nonostante la latitudine, e ha sempre tutte le sfumature cromatiche del rosso di giorno per virare sul giallo di notte, quando due torce sempre accese segnalano che la produzione continua. Marescotti sottolinea come, dati Arpa (tra i pochi che ci sono), i picchi di inquinamento si registrano proprio tra le 2 e le 3 del mattino. Si è potuto stabilire con una certa approssimazione che ogni abitante si fuma "anche se non è un tabagista" il corrispettivo di sette sigarette al giorno. Stando all'ultimo rapporto Apat 2006 (Agenzia di protezione dell'ambiente) il 93 per cento dell'inquinamento deriva dall'industria e solo il restante 7 da emissioni civili: la percentuale più sbilanciata d'Italia. Taranto è ultima per la classifica del 'Sole 24 Ore' in quanto ad ambiente. I 1.200 decessi annui per neoplasie la collocano nettamente sopra la media nazionale. Insomma c'erano tutti i motivi per dichiararla città ad alto rischio ambientale, come è successo. Nove sono gli impianti critici e in tanto degrado ci mancava pure la discussione sul rigasificatore da collocare nel Golfo. Vendola aveva detto no a Brindisi ("sarebbe criminale") e i tarantini hanno cominciato a temere per via di una richiesta avanzata dalla Gas Natural che ha fatto imbufalire, tra gli altri, Leo Corvace coordinatore del comitato per il 'no'. Per descrivere uno scenario apocalittico, i contrari adattano a Taranto un'ipotesi prevista da Piero Angela nel suo ultimo libro. Ammettiamo che una nave metanifera che trasporta 125 mila metri cubi di gas liquefatto si spezzi per un incidente, come ad esempio la collisione con un sottomarino (è successo a Barcellona nel 2002), il gas si espande, evapora, forma una nube di metano che a contatto con una scintilla esplode (qui ci sono le due torce sempre accese): avrebbe la forza di un megaton, come un milione di tonnellate di tritolo. Ci sarebbero decine di migliaia di morti. Brividi. E ancora peggio andrebbe se fosse coinvolto un sottomarino nucleare. Incrociano in queste acque? L'assessore Losappio nulla ne sa. Marescotti ne è convinto. Comunque sul rigasificatore nessuna certezza e una cauta marcia indietro anche da parte di Vendola dopo la bocciatura esplicita di Brindisi. Dove, per le concessioni già erogate alla British gas, a fine febbraio scorso è stato rimesso agli arresti l'ex sindaco Giovanni Antonino. Sul versante adriatico della Puglia ancora si leccano le ferite del Petrolchimico e in un porto che dovrebbe essere commerciale c'è troppo viavai di carbone per alimentare le centrali. Immaginarsi aggiungere le navi metanifere. L'assessore al Turismo Massimo Ostilio, Udeur, usa la terminologia che gli era familiare quando era sottosegretario alla Difesa: "Circa l'ambiente, abbiamo bisogno di una exit strategy. E bisogna seminare subito se vogliamo raccogliere qualche frutto tra dieci anni". Exit strategy, come se si trattasse di una guerra. Il suo collega Losappio cerca di tracciare una strategia realista: "Abbiamo ereditato una Puglia che è, con tutta evidenza, il tacco nero d'Europa. Farlo bianco sarà impossibile. Vediamo almeno di renderlo grigio". |
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