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      March 26

      India, Nano rosso sangue

      La sanguinosa repressione delle proteste dei contadini indiani contro la fabbrica della Nano

      La casa automobilistica indiana Tata ha lanciato la vettura più economica al mondo: la Nano, che in India verrà venduta a soli 1.500 euro. Tra un paio d'anni sbarcherà anche sul mercato europeo, ma costerà 5 mila euro perché equipaggiata per rispondere alle norme di sicurezza e inquinamento del Vecchio Continente.
      "Grazie alla Nano, anche i poveri dell'India e del mondo intero potranno permettersi un'auto", ha annunciato raggiante il presidente della compagnia, Ratan Tata. Una prospettiva ambientalmente terrificante, visto che la Nano base ha un motore a benzina altamente inquinante.
      L'unico vero scopo del signor Tata è fare grandi profitti giocando sui grandi numeri del mercato indiano. Purtroppo per lui, però, la domanda potrà essere pienamente soddisfatta solo tra almeno un anno. La produzione infatti sarà molto limitata per il 2009 a causa dei ritardi nella costruzione della fabbrica nel Gujarat, dove la Tata ha dovuto trasferire lo stabilimento inizialmente impiantato nel Bengala Occidentale, dove nel 2007 i contadini locali si erano ribellati all'esproprio dei terreni. Una protesta repressa con una violenza inaudita dalle autorità locali.
      Un anno fa la nostra rivista aveva pubblicato un reportage su questi drammatici eventi, ignorati dalla stampa italiana per non creare imbarazzi alla Fiat...

       Scritto per noi da
      Piero Pagliani

      Un anno fa a Singur, distretto di Hoogly, nello stato del Bengala Occidentale, viene trovato in una fossa, semicarbonizzato, il cadavere di Tapasi Malik, una giovane contadina. La polizia statale si affretta ad archiviare il caso come ‘suicidio'. Tapasi si era distinta nella lotta contro gli espropri dei terreni richiesti dalla multinazionale indiana Tata Motors, che a Singur pretende mille acri per impiantare una fabbrica di utilitarie a basso costo con la collaborazione della Fiat.

      Come atto di terrorismo contro la resistenza dei contadini, la giovane è stata sequestrata di notte, strangolata e bruciata. Prima di essere uccisa, Tapasi è stata violentata in gruppo dai suoi assassini.
      Per questo crimine la polizia federale ha fatto arrestare il responsabile locale del Partito comunista indiano marxista (Cpm) che è al potere in questo stato. L'uomo non è nemmeno stato sospeso dal suo partito.
      A Nandigram, distretto di East Medinipur, sempre in Bengala Occidentale, la notte tra il 6 e il 7 gennaio 2007 squadracce del Cpm assaltano con bombe e armi da fuoco i contadini che difendono i loro campi dal tentativo d'esproprio a favore della multinazionale chimica indonesiana Salim. I morti accertati sono tre, ma molte persone risultano disperse. Alcuni contadini hanno denunciato che in precedenza erano stati marchiati a fuoco sulle mani come ‘nemici del Cpm'.
      La forte resistenza dei contadini e la loro esasperazione hanno portato all'espulsione dai villaggi di Nandigram dei quadri del principale partito nel governo bengalese.

      Ne è nato un conflitto che trascende gli interessi economici, che vanno dallo sviluppo industriale alle prebende ottenibili dai quadri del Cpm e, in subordine, dalle loro squadracce. Un conflitto per stabilire chi gestisce il potere sul territorio.
      Questo conflitto, inizialmente tra i contadini di Nandigram da una parte e il Cpm dall'altra, si è arricchito di nuovi protagonisti. Innanzitutto il Trinamool Congress Party, una scheggia bengalese staccatasi dal Congress Party e che contesta il potere al fortissimo Cpm. Poi gli eredi del movimento naxalita che dal 1967 per circa sei anni oppose braccianti, contadini poveri e popolazioni tribali ai poteri politici centrali e locali (compresi i governi di sinistra del Bengala Occidentale). Il bilancio della repressione fu di 10 mila morti e lo sterminio di pressoché tutti i dirigenti naxaliti. Ma è un movimento che, oltre ad aver sostanzialmente vinto nel confinante Nepal, è da tempo in ripresa anche in India, diviso in due rami: da una parte i partiti marxisti-leninisti, che sono usciti dalla clandestinità (e che da noi potrebbero forse essere definiti di ‘sinistra radicale'), dall'altra i movimenti maoisti che praticano la lotta armata controllando migliaia di villaggi.
      Apertamente appoggiato dal Trinamool Congress Party e implicitamente dai Naxaliti, si è formato il Comitato di resistenza contro lo sfratto dalle terre, che coordina le lotte contro gli espropri.
      Recentemente si è inserito anche un terzo incomodo: il fondamentalismo islamico.

      Nandigram ha una maggioranza di popolazione musulmana. Tuttavia non ci sono mai stati problemi comunitaristici e i contadini musulmani e indù si sono uniti strettamente per combattere gli espropri. Tanto è vero che l'accusa del Cpm, per giustificare la strage di gennaio, che a Nandigram operavano fondamentalisti musulmani non è stata recepita nemmeno dai suoi alleati del Left Front.
      Ma alla fine dell'anno scorso si è fatta viva una componente fondamentalista del tutto esterna al movimento di resistenza contadina, mettendo a soqquadro Calcutta con slogan che mischiavano una vaga difesa dei contadini musulmani di Nandigram con l'attacco al governo in quanto reo di aver dato asilo politico alla scrittrice Taslima Nasreen, in esilio dal Bangladesh perché rincorsa da una fatwa per aver "offeso" l'Islam.
      I tentativi del Cpm di riprendere il controllo politico di Nandigram raggiungono un picco il 14 marzo 2007 quando su pressione del governo la polizia statale cerca di occupare i villaggi. Respinta dalla popolazione con lanci di oggetti, la polizia decide di sparare ad altezza uomo (coadiuvata in modo documentato da elementi delle squadracce del Cpm). I morti sono 14 e i feriti 150.

      Le denunce di stupri compiuti da singoli o da interi gruppi di poliziotti aumentano nei giorni seguenti. Medha Patkar, la nota attivista sociale indiana, visita nell'ospedale di Nandigram una bambina di 10 anni che è stata seviziata con il lathi (il manganello di bambù in uso nelle forze di polizia indiane).
      Ma il primo ministro bengalese Buddhadeb Bhattacharjee, detto il ‘Buddha Rosso', ribadisce che non ha niente di cui discolparsi.
      Non è dello stesso parere il governatore del Bengala Occidentale, Sri Gopalkrishna Gandhi, nipote del Mahatma, che dopo aver dichiarato di provare "un orrore agghiacciante" per i fatti di Nandigram ed essere andato a visitare i feriti, censura l'operato del Left Front (il Fronte delle Sinistre capeggiate dal Cpm che governo questo stato) domandandogli "a quale pubblico interesse giovi lo spargimento di tutto questo sangue umano". La domanda di Gopalkrishna Gandhi intende mettere il governo delle Sinistre con le spalle al muro: infatti il Left Front, per poter espropriare i contadini, sta utilizzando una legge coloniale britannica (il Land Acquisition Act del 1894 ) che prevede l'esproprio a fini di ‘pubblica utilità' e non, come in questo caso, per dare terreni a imprese private.

      Ma nemmeno la strage di marzo è riuscita a piegare i contadini. Perché?
      La legge prevede un indennizzo a prezzi di mercato per i proprietari. Punto e basta. Ma moltissimi contadini proprietari sanno che il loro futuro non sarà per nulla roseo se passano le requisizioni. Singur e Nandigram sono terre fertilissime che danno dai tre ai cinque raccolti l'anno, di vari prodotti. Le terre che essi potrebbero acquistare in alternativa, con molta verosimiglianza non potranno essere della stessa qualità, sia per la crescente scarsità di terre da mettere a coltura (se non a costi esorbitanti), sia per la spinta speculativa del prezzo dei terreni dovuta alla riconversione della loro destinazione d'uso.
      Inoltre la maggior parte dei contadini non può nemmeno esibire un titolo di proprietà: le donne, innanzitutto, pur potendo per legge ereditare, sono solitamente costrette dai pregiudizi patriarcali della loro società a rinunciare a favore dei membri maschi della famiglia; poi i braccianti, che ovviamente non hanno nessun titolo di proprietà, così come i fittavoli e i mezzadri. Senza contare i proprietari non registrati a causa delle lacune del catasto indiano e chi si guadagna da vivere con le attività ancillari, come il piccolo artigianato e il piccolo commercio.
      Decine di migliaia di famiglie vedono perciò come destino più probabile quello di andare a ingrossare le baraccopoli di Calcutta e delle altre grandi città indiane. Le ricadute occupazionali dei nuovi insediamenti industriali sono ben esemplificate dalle recenti dichiarazioni di Debasis Ray, responsabile comunicazioni della Tata Motors, riguardo alle possibili assunzioni alla Tata di Singur dei contadini rimasti disoccupati a causa dell'esproprio: "Per ora non siamo in grado di fare promesse, ma di sicuro alcune persone di quell'area potranno essere assunte".

      Lo scorso novembre il Cpm decide che deve a tutti i costi ‘risolvere' la questione Nandigram.
      Dopo alcune riunioni interne dove si lanciano gli slogan ‘uccidi o vieni ucciso', ‘noi o loro', il partito invia le sue squadracce alla riconquista dei villaggi di Nandigram.
      Nessuno ancora sa cosa sia successo. A lungo è stato impedito ai giornalisti di accedere alla zona. I pochi che ci sono riusciti hanno letteralmente testimoniato che "c'era sangue da tutte le parti".
      Alla fine, per sedare gli scontri, il governo federale ha deciso di inviare la Central Reserve Police Force, che peraltro si è lamentata della non collaborazione della polizia locale.
      Gli attivisti del Comitato di resistenza contro lo sfratto dalle terre non osano tornare nelle loro case per paura di ritorsioni.
      E come al solito la violenza sulle donne si è rivelata una pratica regolare.
      Nandigram è ‘riconquistata'. Ma ormai il danno politico per il Cpm e il Left Front è fatto.
      Il 14 novembre 2007, Calcutta ha ospitato un'enorme manifestazione di protesta di intellettuali, registi, scrittori, commediografi, docenti, cioè di quella intellighenzia progressista che fin dai tempi del Raj britannico contraddistingue la capitale del Bengala come la città-laboratorio dell'India intera.

      L'India contemporanea ci viene presentata in continuazione come un'occasione da non perdere per i nostri investimenti industriali, commerciali, finanziari e nei servizi.
      Assieme alla Cina, l'India è il paese in cui tuffarci per condividere assieme alla sua dominante classe media le gioie di un crescente sviluppo che in Occidente invece ristagna.
      Per molti versi è così. E tuttavia il quadro è largamente incompleto e parziale.
      Se la classe media indiana rappresenta circa 270 milioni di persone, le statistiche ufficiali del 2007 parlano di 836 milioni di persone che vivono con meno di mezzo dollaro al giorno.
      Lo sviluppo indiano, come avviene in tutto il mondo, è fortemente polarizzato, disarticola assetti sociali, mina le possibilità di esistenza di milioni di persone, spreca risorse, foreste, acqua, terreno agricolo.
      In una società dove la maggioranza della popolazione vive di agricoltura, i piani di conversione di milioni di acri ad usi non agricoli (impianti industriali, strade, infrastrutture, edilizia) saldano la devastazione del territorio a quella sociale per la gloria di uno sviluppo di cui beneficeranno i pochi e che emarginerà i molti.
      Questi piani sono parte di una guerra di ‘autocolonializzazione', come è stata definita recentemente dalla scrittrice Arundhati Roy. Una guerra che non può più essere messa sotto silenzi.
      Nel Bengala Occidentale, il 2007 è stato caratterizzato da un violento conflitto tra contadini e governo del Left Front (Fronte delle Sinistre), capeggiato dal Partito comunista indiano, che ha ammesso esplicitamente di considerare conclusa la stagione delle riforme agrarie e di puntare tutto, in chiave capitalistica, su industrializzazione e terziario. Una chiave per cui l'agricoltura contadina è vista come una sorta di residuo semifeudale destinato a scomparire, con le buone o con le cattive.
      E le cattive significano bastonate, sevizie, stupri e massacri.

      E in Italia, coinvolta in questa vicenda tramite la Fiat, cosa si dice di queste violenze? Silenzio assoluto.
      Il responsabile comunicazione del gruppo Fiat, sollecitato ad esprimersi sui fatti di Singur, ha risposto: "Da dove arrivano (le auto) e come vengono fatte non ci riguarda".
      Possiamo azzardare che questa dichiarazione non sembra proprio in linea con gli impegni di ‘responsabilità sociale' sottoscritti dalla Fiat. Ma in Italia si ragiona per sillogismi: denunciare e criticare il governo del Bengala Occidentale vuol dire criticare i nostri investimenti e accordi di business bengalesi. Criticare i nostri investimenti e accordi di business bengalesi, vuol dire criticare la politica del nostro establishment economico e del governo.
      Conclusione: non si può fare.
      Semplicemente non c'è lo spazio per farlo.

      Da noi deve andar di moda la ‘Shining India', quella del boom economico, quella del software avanzato. Da noi deve farsi strada l'idea di un'India con cui concludere affari o anche accordi culturali che tengano però alla larga le decine di migliaia di intellettuali che protestano in nome della democrazia. D'altronde, non è forse l'India ‘la più grande democrazia del mondo'. E allora cosa c'é da protestare?
      Ci è richiesto di recepire unicamente un'immagine dell'India che, soprattutto, tenga ben lontano da noi lo spettro inquietante delle centinaia di milioni che non ce la fanno, delle donne stuprate e a cui tagliano i seni, delle decine di milioni di tribali con la vita devastata dagli espropri, dalle violenze e dalle miniere d'uranio a cielo aperto.
      Ma ciò che è più importante è evitare che le persone si accorgano che lo sviluppo indiano è lo specchio, non deformante ma fedele, della deformità del nostro stesso sviluppo.

      Fonte: http://it.peacereporter.net

       

      March 12

      Nuova catena contro il suicidio energetico e nucleare di Berlusconi

       

      No al suicidio energetico nucleare!
      Di fronte alla crisi economica e energetica Berlusconi fa esattamente il contrario di Obama.
      In Usa stanno investendo miliardi in fonti rinnovabili, in Italia si fa il contrario arrivando a peggiorare le già poche misure a favore della razionalizzazione energetica.
      E’ necessario impegnarsi per la cancellazione dei nuovi balzelli di Berlusconi sugli impianti di pannelli solari fotovoltaici. Ma non basta. In questi mesi il fronte ecologista ha giocato in difesa provando a difendere i risultati attenuti sotto il Governo Prodi. Oggi è arrivato il momento di chiedere all'Italia di fare un passo in avanti verso la sostenibilità ambientale. Come? Passando dalla protesta alla proposta. La nostra idea è quella di lanciare una seconda catena di blog Contro il suicidio energetico e nucleare. Abbiamo visto che è uno strumento di comunicazione efficace. Qui sotto trovate alcune richieste che vanno da piccole iniziative fino a grandi cambiamenti. Per una settimana discuteremo di queste e altre idee che chiunque potrà portare nei blog www.jacopofo.com e blog.libero.it/kudablog. Dopodiché elaboreremo un documento con il pacchetto legge blog-ambiente che sottoporremo ai nostri parlamentari, forse qualcuno di loro riterrà le nostre proposte sensate e le porterà in aula.
      Ecco le prime idee, nei commenti lo spazio per migliorarle o proporne di nuove:
      1- TOGLIERE L'ICI DAL FOTOVOLTAICO, RIPRISTINARE LE CONDIZIONI DI PAGAMENTO INIZIALI DEL FINANZIAMENTO SUGLI IMPIANTI: gli impianti solari fotovoltaici a terra e sui tetti quelli non integrati, vengono classificati come impianti industriali e si impone l'onere di accatastarli e di pagare quindi l'Ici. Inoltre il governo Berlusconi ha modificato una serie di aspetti secondari dei meccanismi di pagamento in modo peggiorativo: Vogliamo sia ripristinata la situazione iniziale.
      2- RIPORTARE IL RECUPERO DEL 55% DELL’IRPEF SPALMABILE SU 10 ANNI: per i lavori sull'efficienza energetica, con le nuove norme, si può recuperare il 55% di detrazione spalmandolo su un periodo di 5 anni. Di fatto si penalizza chi ha un reddito inferiore e quindi può recuperare ogni anno una quota inferiore di finanziamento. Chiediamo che anche i cittadini che non pagano l’Irpef e quindi non possono recuperare nulla venga dato modo di usufruire di pari incentivi o rimborsi. E’ assurdo che possa investire in efficienza energetica solo la fascia medio alta della popolazione. Inoltre chiediamo che vengano immediatamente emessi i decreti attuativi per la detrazione 2009, senza i decreti attuativi la detrazione del 55% del’Irpef non esiste.
      3- RECUPERO DELL'OLIO FRITTO PER FARNE BIODISEL: istituire la raccolto degli olii alimentari come in Germania dove si consegnano ai distributori di carburante che rilasciano un buono sconto proporzionato alla quantità d'olio fritto. Inoltre togliere il divieto di commercializzare liberamente il biodiesel, oggi i produttori hanno l'obbligo di conferirlo ai petrolieri che lo mischiano con il diesel.
      4- OBBLIGARE I COMUNI A PUBBLICARE LA LORO BOLLETTA ENERGETICA e chiedere un impegno perchè ogni anno ci sia una diminuzione del consumo pro-capite.
      5- ISTITUIRE FORME DI CREDITO PERMANENTI PER CHI VUOLE INVESTIRE IN ECOTECNOLOGIE magari su esempio di quello che ha fatto la Provincia di Milano.
      6- SBLOCCARE LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRONICI: Il 1 gennaio 2008 sarebbe dovuto partire il nostro sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech. Ufficialmente ma non nella realtà! Mancano all’appello diversi decreti attuativi necessari a tradurre in pratica le disposizioni di legge. Tra questi, c’è il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, che obbliga la distribuzione a ritirare gratuitamente, in ragione di uno contro uno, l’apparecchiatura usata al momento dell’acquisto di un nuovo articolo simile destinato a un nucleo domestico. Questo decreto doveva entrare in vigore entro il 28 febbraio 2008, ma ancora non vede luce.
      7- SOSTEGNO ALLA MOBILITA' CICLABILE: introdurre in tutti i comuni la legge che prevede il diritto di parcheggiare le biciclette nei cortili dei palazzi e delle aziende. Obbligare i gestori dei trasporti pubblici a permettere il trasporto delle biciclette su metropolitana ed autobus per almeno il 50% del tempo di servizio.
      8- RIDURRE L'USO DI BATTERIE USA E GETTA: tassazione sulle batterie usa e getta per finanziare un incentivo a quelle ricaricabili.
      9- SOSTEGNO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA: mettere simboli chiari su ogni materiale utilizzato nelle confezioni in modo da evitare confusioni.
      e poi due proposte macro:
      10- INVESTIRE NELLE FONTI RINNOVABILI I SOLDI DEL NUCLEARE, DELLE CENTRALI ELETTRICHE ALIMENTATE DA FONTI ENERGETICHE NON RINNOVABILI E DEI NUOVI INCENERITORI: nei recenti accordi Francia-Italia si parla di una spesa di oltre 20 miliardi di euro per costruire centrali nucleari in Italia che daranno energia solo tra 12/15 anni. Investire subito le stesse risorse sul centrali e microimpianti alimentati da fonti rinnovabili per avere energia da subito e non trovarsi il problema delle scorie e di eventuali incidenti.
      Copia il codice qui sotto e pubblicalo sul tuo blog per sostenere questa campagna!

      <a href="http://www.jacopofo.com/nucleare_berlusconi_fonti_rinnovabili_catena_suicidio_energetico_energia" target="_blank" ><img src="http://www.jacopofo.com/files/suicidio-energetico-nucleare.jpg" border="0" title="No al suicidio energetico!" alt="No al suicidio energetico nucleare!"/></a>
       
      No al suicidio energetico nucleare!
      Incatenati anche tu, metti un post nel tuo blog, riporta tutti gli altri anelli della catena e segnalalo a http://blog.libero.it/KudaBlog/6668843.html
      March 10

      cazzate atomiche!


      La denuncia arriva da Ecodem, associazione nazionale degli ambientalisti del Partito Democratico, secondo cui i numeri paventati dal governo sul beneficio dell'energia nucleare sono completamente sballati.
      Prima falsita': le scorie. Non e' vero che il nucleare di nuova generazione produce meno scorie. Le quattro nuove centrali nucleari da 1,6 GW a tecnologia francese consumeranno infatti oltre 30 tonnellate di uranio arricchito all'anno che inevitabilmente generano rifiuti radioattivi.
      Seconda falsita': la quota di produzione. E' stato affermato che gli impianti produrranno a regime il 25% del consumo nazionale, ma la cifra e' esagerata.
      Quattro centrali potranno al massimo produrre 45 TWh di energia che oggi rappresentano circa il 13% del consumo nazionale.
      Terza falsita': “Non e' assolutamente vero che l'Italia importa una grande quantita' di energia elettrica dall'estero, per lo piu' dal nucleare francese. Importiamo solo il 12,5% dell'energia e il dato interessante e' che ben l'80% di quell'energia e' prodotta da fonti rinnovabili, e non dal l'atomo”.
      Quarta e ultima falsita': la spesa. Occorrono 20 miliardi di euro per quattro centrali, 5 per ogni impianto. In Finlandia, dove stanno costruendo una centrale a tecnologia francese, i costi finali sono raddoppiati rispetto ai preventivi.
      (Fonte: Ansa Ambiente)
      February 25

      e poi finanziamo il nucleare

      Permesso di costruire solo con rinnovabili, ma dal 2010
      Più lontana l'efficienza energetica in edilizia, in controtendenza rispetto all’Unione Europea
      18/02/2009 - L’articolo 29, comma 1-octies, del disegno di legge di conversione del DL n. 207 del 30 dicembre 2008 Milleproroghe, oggi all'esame della Camera, differisce al 1° gennaio 2010 la scadenza del 1° gennaio 2009 entro la quale i regolamenti edilizi comunali avrebbero dovuto vincolare il rilascio del permesso di costruire, per gli edifici di nuova costruzione, all’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

      Nel suo parere approvato ieri, la Commissione Ambiente della Camera invita il Governo a “prevedere, in un successivo provvedimento d'urgenza, una norma sanzionatoria per i Comuni che non adegueranno i propri regolamenti, eventualmente prevedendo la possibilità di ricorrere ai poteri sostitutivi ovvero alla nomina di commissari ad acta. Ciò ai fini del raggiungimento degli obiettivi comunitari relativi al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici.”
       
      Il termine del 1° gennaio 2009 – spiega la relazione del Servizio Studi della Camera – è previsto dall’art. 4, comma 1-bis del DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia), come sostituito dal comma 289 dell’art. 1, della Legge 244/2007 (Finanziaria 2008), che prevede che, per gli edifici di nuova costruzione, il permesso di costruire venga rilasciato a condizione che siano installati impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in modo da garantire una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa e di almeno 5 kW per i fabbricati industriali di superficie non inferiore a 100 mq.
       
      Il testo previgente del comma 1-bis dell’art. 4 del DPR 380/2001 faceva riferimento ai soli pannelli fotovoltaici e richiedeva una produzione energetica non inferiore a 0,2 kW per unità abitativa. La Finanziaria 2008 ha, quindi, incrementato la potenza minima degli impianti e ha esteso l’obbligo di installazione (con una potenza maggiore) anche ai fabbricati industriali. Inoltre, il nuovo comma 1-bis non riguarda più solo gli impianti fotovoltaici ma si riferisce più genericamente ad impianti a fonte rinnovabile.
       
      I tecnici di Montecitorio ricordano poi che nel novembre 2008 la Commissione europea ha presentato una proposta di riesame della politica energetica, proponendo un piano d’azione che individua, tra le sue priorità, l’intervento in cinque settori considerati fondamentali per far fronte alla crescente precarietà dell’approvvigionamento energetico, tra i quali l’efficienza energetica. Le proposte della Commissione sono volte all’attuazione del pacchetto 20-20-20 (riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, raggiungimento del 20% di energia rinnovabile sul totale e riduzione della domanda di energia del 20% entro il 2020).
       
      In questo contesto, la Commissione propone di integrare e modificare la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici prevedendo, tra l’altro, in caso di installazione di nuovi sistemi tecnici per l'edilizia, sostituzione di sistemi tecnici esistenti o interventi importanti di messa a norma di tali sistemi, un obbligo per gli Stati membri di fissare requisiti minimi di rendimento energetico.
       
      La proposta della Commissione, inoltre:
      - rafforza le disposizioni in materia di certificazione energetica, ispezioni degli impianti di riscaldamento e condizionamento, requisiti di rendimento energetico, informazione ed esperti indipendenti, in particolare, riformulando le prescrizioni relative al rilascio degli attestati al fine di assicurare che per ogni operazione immobiliare sia emesso un attestato e che al potenziale acquirente o locatario siano fornite informazioni sul rendimento energetico dell'edificio (o di sue parti) con sufficiente anticipo (cioè nell'annuncio di vendita o di affitto);
      - amplia il campo di applicazione della disposizione che impone agli Stati membri di fissare requisiti minimi di rendimento energetico in caso di ristrutturazioni importanti negli edifici esistenti, eliminando la soglia di 1000 mq di metratura al disotto della quale non è attualmente previsto l'obbligo, in caso di ristrutturazioni importanti, di conformarsi ai requisiti minimi di rendimento energetico, nazionali o regionali;
      - fornisce uno strumento di calcolo comparativo utilizzato dagli Stati membri a scopo di confronto, allo scopo di pervenire ad un graduale allineamento dei requisiti fissati dai diversi Stati membri, attualmente assai differenziati;
      - incoraggia gli Stati membri a elaborare piani nazionali volti a favorire la diffusione sul mercato di edifici con un consumo di energia ed emissioni di carbonio bassi o nulli.
       
       
      L’Italia non sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda della Ue in tema di rendimento energetico in edilizia, dal momento che dall’ottobre 2006 è in corso un contenzioso per la presunta non corretta attuazione della direttiva 2002/91/CE. La Commissione ritiene, infatti, che il Dlgs 192/2005, di attuazione della direttiva 2002/91/CE, costituisca un semplice quadro generale di riferimento che avrebbe dovuto essere completato da successivi decreti, linee guida e relazioni da approvare, rispettivamente, entro 120 e 180 giorni, dalla sua entrata in vigore. Non avendo ricevuto alcuna comunicazione inerente tali misure di attuazione, né disponendo di altri elementi d’informazione, la Commissione ha concluso che l’Italia non ha adempiuto all’obbligo di attuare la direttiva.
       
      E una nuova procedura di infrazione potrebbe essere aperta, a carico dell’Italia, per la cancellazione - prevista dalla legge 133/2008 - dell’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica all’atto di compravendita di interi immobili o di singole unità immobiliari, e dell’obbligo, nel caso delle locazioni, di consegnare o mettere a disposizione del conduttore l'attestato di certificazione energetica. Dall’entrata in vigore della legge 133/2008 è venuto meno l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica agli atti di compravendita, ma non l’obbligo di redigerlo, previsto dall’art. 6 del Dlgs 192/2005

      Semafori a led a Roma

      Le Commissioni Ambiente e Mobilita' del Comune di Roma hanno dato il loro via libera alla sostituzione dei semafori tradizionali con semafori a Led.
      La potenza consumata da ogni segnalatore (23mila in tutto) passerebbe da 80 a 7 W, con un risparmio economico per il comune intorno ai 6 milioni di euro.
      (Fonte:
      http://www.infobuildenergia.it/notizia.php?id=499)
      February 20

      una mail per Ruggiero

      Quello che vi riporto è una iniziativa delle Ghiandole associazione di Barletta, scaturita da un articolo uscito due giorni fa sulla gazzetta del mezzogiorno a cura di Giuseppe Dimiccoli.
      Potete leggere e partecipare alla discussione su http://ghiandola.splinder.com/

      L'articolo è incentratu sul dramma di  Ruggiero, 45 anni, affetto da sclerosi multipla.quest'uomo malato e povero (percepisce una pensione di 200 euro) a cui hanno sospeso l'erogazione della luce da 45 giorni.
      ora vive con le candele ed al freddo.
      nell'articolo si scopre che il suo appartamento non ha ascensore e Ruggiero deve salire 28 scalini con una pendenza assurda.
      ruggero sla
      questo è Ruggiero.
      il comune conosce questa vicenda perchè se ne occupano i servizi sociali...ma evidentemente non ha ritenuto la questione degna di rilevanza...
      VERGOGNA.
      questo comune merita però di essere subissato dalla nostra indignazione.
      per questo propongo ad ognuno di voi di iniare una mail al comune con il testo:
      "Ruggiero, malato di SLA al buio ed al freddo, e Voi al caldo a non fare niente.
      alle prossime elezioni, provate a chiederci il voto.
      VERGOGNATEVI"
      vorrei che ognuno di noi mandasse questa mail ai seguenti indirizzi:
      e
      questo per poter sapere quante ne arriveranno in comune e quante risposte avremo.
      in più, chiedo a tutti i blog cittadini di fare lo stesso...
      facciamoli vergognare e facciamo in modo di reagire.
      d'ora in avante smettiamo di essere rassegnati.
       
      A quanto pare è partita anche una raccolta fondi presso il bar all'interno del castello
      February 10

      Quella ragazza che amavamo di ADRIANO SOFRI

      ORMAI la diversità dei pensieri si era tramutata in una dannazione reciproca, una messa al bando, una insofferenza esasperata. E neanche ora, neanche in hora mortis nostrae, si rimarginerà, temo. Ma, forse solo per un piccolo risarcimento, forse perché è la cosa più importante, possiamo riconoscerci tutti - quasi tutti - in un acquisto dapprincipio imprevedibile, e che non era nei propositi. Abbiamo tutti - quasi tutti: non fa bene ignorare il cinismo e la cattiveria vera - voluto molto bene alla ragazza Eluana.

      Le abbiamo voluto sempre più bene, man mano che passavano gli anni e la ferita si esacerbava mille volte di nuovo e noi intanto diventavamo grandi o vecchi, nascevamo e ci ammalavamo e, qualcuno, morivamo: e quel viso di ragazza continuava a guardarci illeso dal tempo e dalla sventura. Prima della fotografia, i ritrattisti delle famiglie del nord d'Europa, di quelle che potevano permetterselo, dipingevano una volta all'anno il gruppo di famiglia, sicché sulle pareti domestiche scorrevano le generazioni, i bambini diventavano adulti, gli adulti vecchi, matrimoni rinnovavano la scena, nuovi nati facevano la loro comparsa.

      In quelle gallerie di quadri ricordo, c'erano alcune figure di bambini o di giovani che non cambiavano più aspetto, il tempo non le lavorava più, perché erano morti giovani o bambini, e una rossa crocetta dipinta sopra la testa avvertiva della loro perdita, ma non si aveva cuore di espellerli dal gruppo. Il signor Englaro, rifiutandosi, contro la propria presumibile convenienza, di esporre le fattezze di Eluana se non fino al punto in cui l'ebbe perduta, ha suscitato in tutti noi lo stesso risultato pieno d'affetto e di rimpianto.

      Abbiamo voluto bene a quella ragazza meravigliosa, al modo in cui i suoi occhi continuavano a guardarci così da lontano, così da vicino, e l'abbiamo rimpianta come una nostra compagna di viaggio insieme perduta e illesa. Abbiamo voluto bene, ogni giorno di più, anche alla Eluana che non vedevamo, che non abbiamo mai visto, nella quale la ragazza dagli occhi profondi si continuava e si consumava, e abbiamo avuto pietà di lei e di noi. Quel padre che, chiuso in un suo cerchio senza uscita, combinava e ricombinava senza ostentazione e senza falso pudore le belle fotografie della sua creatura, come per ricominciare ogni volta a far scorrere la vita della sua carissima figlia prima che la promessa si spezzasse, ce l'ha fatta amare, senza proporselo.


      Senza proporsi altro se non di avere la legge dalla propria parte, e le persone, perché una buona legge dev'essere dalla parte delle persone e del loro dolore. L'ha conservata così, nella memoria di una comunità che l'aveva adottata, benché si lacerasse sul suo destino.

      Se c'è una sottile speranza che l'Italia non esca più amara e incattivita da una vicenda oltraggiosamente accanita, è in questo amore condiviso. Il signor Englaro non ha mirato a nessuna convenienza. Non ha fatto conti. Ha fatto quello che sentiva come il suo dovere. Se fosse stato un uomo politico - cioè un politico, oltre che l'uomo che è - si sarebbe sottratto alla piccola trappola della gara col tempo, che metteva in scena nel rullo di tamburi del precipitoso finale il copione degli uni che bruciavano le ore per salvare una vita, degli altri che bruciavano i minuti per sacrificarla. ("Il sacrificio non sia vano": frase pronunciata ieri sera in Senato, non so con quanta consapevolezza, bestemmia più enorme di tutte, che accusa di un sacrificio umano, e pretende di riscattarlo, per giunta con una legge folle).

      Si sarebbe esposto alle intemperie sulla cima di un campanile friulano per protestare: dopotutto il capo del governo si era spinto, non so con quanta consapevolezza, a dire che quella sua figlia perduta avrebbe potuto partorire. Avrebbe fatto uno sciopero della fame e della sete, per replicare a chi lo accusava di voler assassinare per fame e sete la sua creatura. Li avreste visti volare, allora, i sondaggi, angeli custodi della superstizione e della demagogia contemporanea.
      Verrebbe voglia di dire che bisogna tutti sforzarsi di richiudere questa ferita, ma non sarà così. Le ferite non si chiudono. Non si chiuse quella di Moro. La disputa sul corpo di Eluana è per l'Italia del nuovo millennio una tragedia senza catarsi, senza redenzione, come fu quella sul corpo di Moro per la fine del secolo scorso. Ho guardato il minuto di raccoglimento al Senato: sembrava piuttosto, per quei grami presenti, la concentrazione nell'angolo prima dell'ultimo round.

      Certi uomini politici - cioè certi politici, prima degli uomini che dimenticano di essere - fanno molti conti. Vedrete: anche ora che il corpo di Eluana non è più perquisibile dai Nas, mostreranno di voler procedere per la loro strada. Legislatori tutti d'un pezzo, pronti a decretare la mia, la vostra, l'impossibilità di ciascuno di rifiutare per sé la nutrizione artificiale, una volta che ci trovassimo privati senza ritorno della nostra coscienza. Pazzia. Silvio Berlusconi ha voluto dire che lui, nella condizione di Beppino Englaro, non potrebbe mai "staccare la spina". Sia risparmiata la prova a lui e a noi. Tuttavia la prova è stata imposta a tanti, e qualunque sia la loro scelta, compresa quella di non rassegnarsi mai al commiato, dev'essere rispettata, amata e sostenuta. Ma provi Berlusconi a immaginare un'altra eventualità: che tocchi a lui di uscire da una rianimazione in una condizione vegetativa irreversibile. Vorrebbe o no poter decidere, finché il senno e la fortuna siano dalla sua, come debba chiudersi la sua esistenza, o preferisce lasciarne il peso ai suoi figli, per giunta votando ad horas l'obbligo a nutrirlo artificialmente senza fine? Questo era già il punto, ora lo è ancora più nitidamente. Mettete via i cartelli opposti che intimano: "Giù le mani da Eluana".

      Salutiamola, Eluana, con l'amore che si sapeva riservare alle ragazze perite, tenerelle, pria che l'erbe inaridisse il verno. Quanto a noi, scriviamo ciascuno sul proprio cartello: "Giù le mani da me, per favore".
      February 06

      Cancellato il debito del Burundi


      Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale hanno cancellato il 92% del debito estero del Burundi.
      Si tratta di circa un miliardo di euro che ora il piccolo Stato africano dovrebbe investire in scuole, ospedali e lotta alla poverta'.
      Il condizionale e' purtroppo d'obbligo.
      February 05

      Riso alla spina

      A Locate Triulzi nel Milanese, presso la cascina Nesporedo, si puo' comperare riso sfuso self service. Si puo' scegliere tra carnaroli, vialone nano, arboreo, integrale e farro.
      La distribuzione dei prodotti alla spina funziona: dopo soli due mesi, nei 20 esercizi commerciali della provincia di Lucca che hanno attivato la vendita di detersivi sfusi, al 15 gennaio 2009 sono stati venduti 11.222 litri di detersivi e detergenti sfusi e sono stati consegnati ai clienti (gratuitamente o meno) 4.523 flaconi da un litro con un risparmio di circa 400-450 kg di plastica.
      February 02

      Fotovoltaico, a Torino finanziati 200 mila euro

      Il Piemonte conferma la propria sensibilità al tema delle energie rinnovabili. La Giunta Comunale di Torino ha approvato la Delibera 6288/021, con cui sono stati stanziati 200 mila euro per l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici.
       
      Con la delibera è stato infatti approvato un bando pubblico, promosso dal Settore per la sostenibilità ambientale e la tutela degli animali, per l’erogazione di incentivi a favore di privati, persone fisiche o giuridiche, che intendono installare impianti fotovoltaici sugli edifici residenziali nel Comune di Torino.
       
      I contributi economici in conto capitale finanzieranno la costruzione di impianti destinati a operare in parallelo rispetto alla rete elettrica del distributore e non sono cumulabili con altri incentivi. Saranno erogati 500 euro per ogni kwp installato, fino a un massimo di 20 kwp.
       
      Per essere ammessi al finanziamento gli impianti dovranno avere una potenza non inferiore ai 3 kwp e non superiore ai 20, il loro avvio deve essere inoltre successivo alla pubblicazione del bando. Non sono invece ammissibili gli interventi da realizzare obbligatoriamente per l’adeguamento alla normativa vigente.
       
      Possono presentare domanda le persone fisiche o giuridiche private che possano vantare un diritto di proprietà o godimento su un immobile nel Comune di Torino. Ogni soggetto può presentare una sola domanda e deve impegnarsi a non dismettere o disattivare l’impianto nei 5 anni successivi al finanziamento. In caso di cessione del diritto sull’immobile, il subentrante deve impegnarsi con atto scritto a mantenere l’impianto fotovoltaico in funzione per il periodo stabilito.
       
      Sarà possibile partecipare al bando fino al 31 dicembre 2009, salvo esaurimento dei fondi. Il Comune non esclude la possibilità di prorogare i finanziamenti.
      January 21

      "Tutti a Sanremo contro Povia Sul festival la protesta dei gay"

      Le associazioni omosessuali contro il brano presentato dal cantante
      nel quale si racconta di un ragazzo che torna etero e ritrova la felicità

      Il presidente Arcigay: "Teorie vaneggianti sostenute dagli integralisti cattolici"
      D'Gay Project: "Solo in Italia questo livello di ignorante provocazione"
      di ALESSANDRA VITALI

      ROMA - Una marcia arrabbiata ma allegra e soprattutto felice, per dimostrare che ciò l'equazione gay=infelicità, cantata da Povia in Luca era gay, brano dello scandalo che porterà al prossimo Festival di Sanremo, non ha alcun fondamento. Le associazioni degli omosessuali non ci stanno. E annunciano un presidio a Sanremo, proprio in occasione della manifestazione canora. Appuntamento il 21 febbraio per dare una risposta, come spiega l'Arcigay, "alle vaneggianti teorie per cui si diventa omosessuali a causa di genitori iperprotettivi o assenti, o perché si incontrano anziani pedofili, stupidità e luoghi comuni sostenuti dal cantante Povia e dai gruppi integralisti cattolici". Intanto l'eurodeputato Prc-Sinistra europea Vittorio Agnoletto ha presentato un'interrogazione parlamentare alla Commissione europea: "Le indiscrezioni rivelano che si tratterebbe di un testo omofobico".

      Dice il presidente di Di'Gay Project, Imma Battaglia: "Sa Povia quanti erano etero e poi si sono dichiarati gay? E lì, che fa, dice che erano infelici prima o dopo? Solo in Italia si può assistere a un livello così basso di ignorante provocazione. E Sanremo si presta, per motivi di audience a basso costo. Mentre noi dobbiamo confrontarci con la libertà di espressione. Povia sia libero di dire ciò che vuole - conclude Battaglia - tanto la sua resta solo una canzonetta. Per noi, essere gay significa essere felici."

      "Il 21, serata di chiusura del Festival, ci saremo sicuramente - dice il presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso - ma non escludiamo la nostra presenza anche negli altri giorni della kermesse. Abbiamo un sacco di idee, c'è grande fermento su Facebook e fra le associazioni perché la comunità omosessuale è sinceramente inorridita".

      Inorridita per una canzone che fin dal titolo, Luca era gay, lascia intendere che l'omosessualità si può considerare una malattia, un incidente, una deviazione dal percorso dalla quale si torna indietro. E se a un uomo un altro uomo può dare l'amore, non sarà mai pari alla felicità che una donna saprà regalargli.

      "Sbaglia chi considera la nostra portesta una forma di censura, noi non vogliamo censurare nessuno - insiste Mancuso - vogliamo solo ristabilire la verità scientifica, perché fino ad oggi nessuno ce ne ha data l'opportunità. Io sono andato a Porta a porta - racconta - mi hanno fatto un'intervista di due minuti infilata in un 'panino', con Bonolis e lo stesso Povia in studio, nel quale mi hanno massacrato, fatto passare per un poveretto. Non è questo il compito del servizio pubblico".

      Che si tratti di un'operazione commerciale è chiaro, ma "si deve sapere che viene fatta sulle spalle della gente, non tanto gli omosessuali che vivono serenamente la loro vita, ma quelli che hanno problemi, non riescono a dirlo ai genitori, non possono vivere alla luce del sole la loro sessualità. Questo è l'aspetto grave dell'operazione - continua il presidente dell'Arcigay - ed è una presa in giro dire che chi è gay è infelice e che l'unica felicità sta nell'eterosessualità".

      Quanto alle forme della protesta, "ci stiamo pensando, abbiamo un sacco di idee, ma quel che conta è il messaggio, non vogliamo fare una battaglia di casta. Se invece che Luca era gay, il titolo fosse stato Luca era ebreo o Luca era negro, che cosa sarebbe successo? E invece niente, politici, intellettuali, tutti zitti. Si dica, piuttosto, che le persone sono infelici per il clima che si respira nel paese, altro che gay o etero...".

      Secondo l'eurodeputato Vittorio Agnoletto, le indiscrezioni sulla canzone di Povia "rivelano che si tratterebbe di un testo omofobico". "Non è accettabile che il servizio pubblico radiotelesivo dia spazio a messaggi di questo tipo", commenta Agnoletto, che ha presentato oggi un'interrogazione parlamentare urgente alla Commissione europea, chiedendo all'esecutivo Ue "se non ritiene che il fatto si configurerebbe come una mancanza di rispetto del Trattato istitutivo della Comunità europea, della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e se la Commissione non ritenga di intervenire preventivamente per evitare tale violazione".

      Agnoletto giudica "grave e pericoloso" parlare del percorso di una persona "da omosessuale a eterosessuale come di una sorta di redenzione, e farlo sfruttando la vetrina televisiva più importante d'Italia. Nel nostro Paese le dichiarazioni omofobiche da parte di alti rappresentanti politici, istituzionali e religiosi sono purtroppo all'ordine del giorno e l'Europa - ricorda l'europarlamentare - si è già pronunciata contro questi episodi: non è davvero il caso che la Rai, un servizio pagato da tutti i contribuenti (di ogni orientamento sessuale!), offra uno spazio così prestigioso ad un messaggio che rischierebbe di essere ambiguo e discriminante".

      (21 gennaio 2009)
      January 16

      Troppi rifiuti McDonald's!!!

      L'allarme arriva dalla Gran Bretagna dove, secondo uno studio condotto dall'associazione contro i rifiuti Keep Britain Tidy, tra bicchieri di carta, scatole di panini e altri imballaggi McDonald's produce da sola circa un terzo (29%) del totale dei rifiuti dei fast food inglesi.
      In alcuni centri cittadini la percentuale di “Mc-Spazzatura” arriva fino al 53%.
      January 14

      Detrazione 55% Irpef per interventi di efficienza energetica

      CANCELLATI I TAGLI ALLE DETRAZIONI!
      CANCELLATA la norma che rendeva retroattiva la riduzione della possibilità di detrazione del 55% dell'Irpef.
      CANCELLATA il silenzio diniego dell'Agenzia delle Entrate.
      SOSTITUITO con il silenzio assenso.
      Cancellato l'obbligo della comunicazione via internet.
      Resta solo l'obbligo della comunicazione all'Agenzia delle entrate.
      LA LEGGE HA ADDIRITTURA MIGLIORATO LA PRECEDENTE CONCEDENDO 5 ANNI PER IL RECUPERO DELLE DETRAZIONI INVECE DI 3. QUINDI SI FAVORISCONO I CONTRIBUENTI CON REDDITI INFERIORI PERCHè SI DA' LORO PIù TEMPO PER DETRARRE L'IRPEF. CON LA LEGGE PRECEDENTE CHI AVEVA UN VERSAMENTO BASSO DI IRPEF POTEVA TROVARSI NELLA SITUAZIONE DI NON POTER DETRARRE TUTTA LA CIFRA SPESA.
      Inoltre si è ottenuta la promessa di una semplificazione delle pratiche burocratiche.

      Mobilita' sostenibile: la colonnina fotovoltaica

      In centro a Firenze, mercato di Sant'Ambrogio, e' entrata in funzione la prima colonnina fotovoltaica d'Italia per la ricarica di motorini e scooter elettrici.
      L'impianto e' stato progettato e realizzato dalla societa' fiorentina Eta-Florence Energie Rinnovabili, e' costato 30mila euro ed e' a emissioni zero. Tutta l'energia prodotta proviene infatti dai pannelli solari fotovoltaici installati sulla superficie della pensilina del mercato.
      A Firenze sono in tutto 110 le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici e altre 40 stanno per essere installate.
      (Fonte: solarenews.it)

      January 13

      Spettacolo ecologico al Salone dell'auto di Detroit

      La Toyota ha presentato la nuova ibrida Prius, la Chrysler una berlina elettrica, la General Motors tra veicoli di serie e prototipi ha presentato ben 17 nuovi modelli elettrici e ad alimentazione ibrida.
      Tutto merito, si dice, delle condizioni che il governo Usa ha posto all'erogazione del prestito da 17,4 miliardi di dollari a General Motors e Chrysler: entro marzo devono presentare un piano di rilancio incentrato sulla mobilita' sostenibile.
      (Fonte: Lanuovaecologia)
      December 22

      Natale etico ed eco-sostenibile - Tanti auguri a tutti


      Natale etico ed eco-sostenibile
      Manarola, Las Palmas, Borgo Valsugana (Trentino)





      Un presepe di luci “pulite” per Manarola


      La grande cartolina natalizia di Mario Andreoli rimarrà accesa, grazie all’energia pulita e rinnovabile del sole, sino al 2 febbraio, giorno della Candelora.
      Il presepe luminoso più grande del mondo, ideato e costruito dal ferroviere in pensione Mario Andreoli, torna ad illuminare la collina delle Tre Croci a Manarola.
      Una maestosa cartolina natalizia da sempre bella, quest’anno diventa anche buona, etica ed ecosostenibile grazie all’impianto fotovoltaico voluto dal Comune di Riomaggiore e fornito dalla ditta Brianza Plastica su progetto dell’ingegnere Alessandro Perrone. Ai materiali poveri e di recupero che, nobilitati dall’estro e creatività dell’ormai ottantenne Mario, danno vita alla scena della natività e alle trecento figure del presepe, si aggiunge - per la trentaduesima edizione del presepe di luci - l’energia pulita e rinnovabile del sole.



      Il lungo pomeriggio di festa ha avuto inizio alla stazione di Riomaggiore con l’arrivo dei ragazzi diversamente abili dell’Associazione SempliceMente di Genova che da quattordici anni lavora per promuovere un’immagine propositiva dell’handicap intellettivo, condizione necessaria per una reale integrazione sociale. Ad accoglierli Mario Andreoli, Lino Gogioso sindaco di Riomaggiore, un gruppo di escursionisti del CAI della Spezia e un infuocato tramonto che ha reso ancor più suggestiva la passeggiata lungo la Via dell’Amore.

      Sulla terrazza panoramica sopra la stazione ferroviaria di Manarola, la banda musicale di Sestri Levante ha dato il benvenuto ai numerosissimi visitatori accorsi per assistere all’inaugurazione. Anche l’attesa per l’accensione delle 15.000 luci si è trasformata in un momento di festa grazie alle fisarmoniche degli spezzini Tullio Venturotti e Giovanni Piaggi, all’esposizione di alcuni strumenti storici del Museo della fisarmonica di Stradella di Voghera, ma soprattutto grazie agli speciali alberi di natale allestiti dall’Associazione SempliceMente, sagome di legno alle quali residenti e turisti hanno appeso i loro propositi e le loro speranze per il 2009 alle porte.

      Oltre cinquanta fiaccole - sorrette da escursionisti del club Alpino, da una delegazione della Croce Rossa della Spezia e da un gruppo di amici milanesi di Mario Andreoli - e i tradizionali fuochi d’artificio hanno annunciato l’accensione del presepe: la buia collina delle Tre Croci si è infiammata di luci e bagliori e in un attimo si è trasformata in maestosa e suggestiva cartolina natalizia che rimarrà illuminata sino al 2 febbraio, giorno della Candelora.

      http://press.parconazionale5terre.it
      Silvia Paolillo




      Albero di Natale ad Idrogeno

      A Las Palmas (Spagna) è stato installato un albero di Natale di grandi dimensioni che simboleggerà la ricorrenza festiva nella città. L’albero dell’isola canaria è però abbastanza particolare, infatti l’illuminazione elettrica non sarà data dalla connessione alla rete, ma verrà fornità da un sistema isolato di celle a combustibile ad idrogeno.
      Non è la prima volta che nel mondo viene portata avanti una simile iniziativa. Gia a Londra nel 2004 e in California nel 2006 si sperimentarono alberi di Natale con questo sistema. L’amministrazione comunale di Las Palmas ha portato avanti tale iniziativa per sensibilizzare ed avvicinare i cittadini all’esistenza, ai possibili benefici e ai profitti di simili sistemi energetici.

      http://www.h2it.org/lang/en/2008/11/3251


      Un altro albero di Natale ad idrogeno

      E' il progetto proposto dal Centro Formazione Professionale ENAIP di Primiero in collaborazione con ACSM S.p.A., l'Azienda Municipalizzata di di 13 Comuni del Trentino, attiva anche nel campo delle energie rinnovabili.
      Un innovativo albero di Natale all'insegna della sperimentazione e del risparmio energetico
      L'addobbo, realizzato totalmente con led (oltre 1 km di cavo per un totale di 10.000 led), garantisce un elevato risparmio energetico.
      L'illuminazione sarà attivabile e disattivabile, da chiunque mediante l'invio di un semplice SMS, grazie ad un dispositivo realizzato dagli allievi del Centro.
      Al raggiungimento di un soglia di contatti sms si avrà la devoluzione di una somma per la realizzazione di un progetto in Africa.
      Un analogo albero con alimentazione convenzionale e da energia prodotta da un piccolo impianto fotovoltaico sarà installato anche presso il Centro di Formazione Professionale ENAIP di Borgo Valsugana.
      www.smsstella.it

      December 21

      Elettricità, nuova cellula combustibile low-cost creata in Cina


      Alcuni scienziati in Cina hanno progettato una nuova cellula combustibile funzionante con membrane alcaline, che potrebbe ridurre i costi della produzione manifatturiera permettendo l'impiego di materiali meno pregiati.
      Le cellule combustibili sono dispositivi che producono elettricità dal combustibile, e quasi tutte utilizzano membrane acide. Ma questo significa che devono essere fatte con metalli rari e costosi, come ad esempio il platino.
      In una pubblicazione dello Pnas, Proceedings of the National Academy of Sciences , Lin Zhuang e i suoi colleghi della facoltà di chimica alla Wuhan University hanno dichiarato di essere riusciti a creare una membrana che usava argento e nichel, decisamente meno costosi.
      "Anche se la potenza prodotta dal prototipo è modesta, i ricercatori vedono questo passo come il primo per lo sviluppo di una nuova generazione di cellule combustibili low-cost", hanno commentato. (Fonte: Reuters)
      December 10

      La vacanza te la paga il baratto

      La libera Università di Alcatraz risponde alla crisi economica sfoderando risorse inaspettate.
      Il fine settimana del 12-14 dicembre si potrà esser ospitati non in cambio di denaro ma di quel che hai in casa e che non ti serve: vestiti, libri, cassette, dvd, elettrodomestici, accessori, attrezzi, armature medioevali, bomboniere kitc che non hai ancora avuto il coraggio di buttare via.
      Finalmente troverai qualche cosa di utile da fare perfino con la bolla di vetro con la neve e la Tour Heiffel che ti ha regalato zia Teodolinda.
      Il governo ci chiede di consumare di più per combattere la crisi economica. Noi rispondiamo al crollo del sistema speculativo con nuovi stili di vita e nuovi modi di spendere e non spendere il nostro denaro.
      Continua su
      http://www.jacopofo.com/vacanza_pagare_baratto_mercatino_usato

      ASSOLTERM E LEGAMBIENTE : IN PIAZZA A ROMA CONTRO IL TAGLIO DEL 55% PER IL RISPARMIO ENERGETICO

       
       

      In piazza con i cittadini, le aziende, le associazioni contro il provvedimento che taglia gli incentivi del 55%  per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. L’11 Dicembre appuntamento alle 11,00 davanti a Palazzo Chigi.

      In Piazza per chiedere di ritirare un provvedimento devastante per il settore delle rinnovabili e del risparmio energetico, che danneggia le famiglie e condanna al fallimento la lotta ai cambiamenti climatici.

      Assolterm  e Legambiente convocano per il prossimo 11 Dicembre alle 11,00 un’iniziativa di mobilitazione per fermare quanto previsto dall’articolo 29 del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo.

      Un provvedimento deleterio per il clima, per le imprese e per i cittadini, che rende più difficile la possibilità di usufruire dello sconto del 55% su Irpef e Iras per gli interventi di riqualificazione energetica grazie ad un complicato iter burocratico per accedere agli sgravi, un limite stabilito per la copertura economica che non garantisce l’accesso all’incentivo, un sistema di presentazione delle richieste confuso e incerto.

      La norma, retroattiva, andrà anche a colpire coloro che hanno già realizzato o prenotato gli interventi di risparmio ed efficienza nel 2008, e questo aprirà la strada a una valanga di ricorsi da parte di chi vorrà veder rispettato quanto prevedeva la normativa.

      “Facciamo sentire forte la nostra voce – hanno dichiarato Legambiente e Assolterm –. Sosteniamo le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Mentre l’Unione Europea si appresta ad approvare definitivamente il Pacchetto Energia e Clima, e a Poznan si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’Italia s’impegni e faccia la sua parte, a cominciare dalla revisione completa del decreto legge 185/2008 approvato venerdì scorso dal Governo”. L’iniziativa è aperta a tutti.

      November 19

      Piani energetici


      Entro il 2011 ogni regione della Francia avra' la sua centrale solare fotovoltaica
      L'annuncio e' del ministro dell'Ecologia francese, Jean-Louis Borloo.  Le nuove centrali solari avranno una potenza di circa 300 MW e le gare d'appalto verranno pubblicate entro la fine dell'anno.